Di Maio cerca soccorso rosso dal Pd ma Zingaretti ha problemi. E il Colle lo sa

venerdì 26 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Al Quirinale giudicano Di Maio un ragazzino e gli hanno spiegato che si illude se pensa a un governo col Pd dopo le europee. L’unica alternativa su cui tentare di mettere assieme numeri parlamentari potrebbe essere un governo Draghi, ma che la maggioranza sia scontata è roba da mago Otelma. Una specie di Cln in tarda epoca. Soccorso rosso.

Poi, anche Zingaretti ha qualche problema con i suoi gruppi alla Camera e al Senato, che non sono certo quelli scelti da lui. A meno che non ci pensi la magistratura.

Andrà a sbattere

Di Maio rischia infatti di andare a sbattere nell’avventura in cui si è infilato. Chi gli ha suggerito le ultime nel rapporto con Salvini potrebbe averlo praticamente ammazzato. E lui ci è cascato.

Prendete la partita su Siri. Se resiste, il pentastellato viene massacrato. Se il sottosegretario va via dal governo, il pentastellato trionfa. Solo uno resta vivo tra Di Maio e Salvini.

E’ difficile seguire il capo dei Cinquestelle nella sua andatura caracollante. La sera dice ai suoi che bisogna abbassare i toni, la mattina del 25 aprile se ne esce con una raffica su Salvini: “Che senso ha andare a Corleone? La mafia la elimini dando il buon esempio”.

Pronunciare una frase del genere, come le molte di questi giorni, serve a creare il clima da governo di salute pubblica. Allearsi col nemico. Urlare al pericolo più grande: tutta qui sta la frigna sul 25 aprile grillino. Fa sponda Roberto Fico: “Data importante perché è finito lo schifo del fascismo”. Le famose istituzioni…

Se riusciranno a trovare i numeri in Parlamento, faranno di tutto per non andare a casa. Anche a costo di perdere ogni Comune, ogni Regione, in ogni turno elettorale. Li incoraggerà Davigo: voi date una mano di ripulita al Pd e chi se ne frega se governate con i loro indagati. Tanto la dottrina Davigo “spiega” che gli assolti sono solo colpevoli che l’hanno fatta franca. Tutto pur di rompere un’alleanza ormai indigesta con Salvini.

Avranno solo un ostacolo. Che sarà inevitabilmente Zingaretti. Questi, se deve proprio azzardarsi per scrupolo quirinalizio a sostenere un governo “con quelli”, deve evitare di finire stritolato dai suoi. E ha bisogno di molte, troppe poltrone da distribuire alle fameliche bande che ha in casa. Ma il segretario del Pd dovrebbe comprare i nemici interni per fare il governo con Di Maio?

Serve impunità…

L’unica garanzia che può tentare di pretendere Zingaretti è sulla giustizia. Se la magistratura la smette, il Pd potrà fare di tutto per accontentare Mattarella. Sono i giudici ad avere le carte in mano…

Se non c’è impunità – impunità non immunità – la partita nemmeno si apre. E muoia Sansone con tutti i filistei al rodeo elettorale che inevitabilmente dovrà aprirsi.

A rimetterci le penne più di tutti sarà proprio Di Maio, che terminerà la sua breve esperienza politica come martire di se stesso. Chi troppo vuole nulla stringe, dice l’antico adagio. E lui ha preteso troppo persino da se stesso.

La politica non è un mestiere per tutti. Non basta avere voti se poi non sei capace a governare. E se dilapidi un patrimonio è evidente che poi toccherà farti da parte. Qualcuno glielo dovrà spiegare, a Giggino.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 27 aprile 2019

    Il classico ragazzino alla ricerca di farsi un amico che lo appoggi nei suoi giuochi, che puerile, come si puo’ cadere cosi’ in basso pugnalando alle spalle chi lo ha sorretto coprendo i suoi errori.
    Questa e’ gente che ci deve governare?

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