Dava cibo solo ai rom, il parroco ci ripensa e dà ragione a CasaPound: «Prima gli italiani»

venerdì 19 aprile 17:17 - di Federica Parbuoni
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Alla fine anche il parroco se ne è reso conto: distribuire aiuti alimentari solo ai rom crea discriminazione e suscita tensioni sociali. E così, nella parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana, a Roma, ora la priorità verrà data alle famiglie italiane in difficoltà. «La parrocchia è enorme, il quartiere è difficile. Devo placare gli animi», ha spiegato in queste ore don Antonio Interguglielmi.

CasaPound al parroco: «Aiuta gli italiani in difficoltà»

Quattro giorni fa, in parrocchia, la distribuzione pasquale di aiuti alimentari si era trasformata in un andirivieni di nomadi, che aveva di fatto escluso chiunque altro e fatto infuriare e mobilitare gli abitanti del quartiere, donne in testa. A creare il problema era stato il fatto che il parroco chiedesse l’Isee per accertare che chi arrivava per ottenere aiuto ne avesse veramente bisogno. Peccato, però, che il documento venisse chiesto solo ai residenti e non ai rom, creando una evidente disparità di trattamento. Sulla vicenda si è mobilitata anche CasaPound, che ha «voluto dare un segnale forte di vicinanza ai nostri connazionali», allestendo proprio nei pressi della parrocchia una distribuzione alimentare dedicata alle «famiglie italiane del quartiere, di fatto abbandonate da Chiesa e istituzioni». «Su chiamata dei cittadini allarmati da un nuovo arrivo di nomadi nel quartiere, siamo intervenuti per verificare di persona il via vai di rom dalla parrocchia», ha spiegato Valerio Tamburini, responsabile territoriale di CasaPound, invitando «il parroco e il personale della Chiesa a dare un contributo concreto alle distribuzioni alimentari con cui settimanalmente aiutiamo i nostri connazionali in difficoltà».

Le voci del quartiere: «Si pensi ai nostri poveri»

Nel frattempo, anche le famiglie del quartiere si sono mosse, andando a parlare con il parroco per spiegare il loro punto di vista. «Siamo andate dal parroco per dirgli che la gente dona pensando di aiutare i poveri del quartiere, invece restano senza pacchi per colpa dei rom», ha spiegato una signora della zona, Vera, riferendo che il nuovo corso è stato deciso insieme a don Antonio. «Ci siamo messi d’accordo, ha detto che d’ora in poi avrebbe pensato prima a noi», ha raccontato Vera. Ricostruzione confermata poi anche dal sacerdote. «Non posso rischiare che esploda un’altra Torre Maura. La parrocchia è enorme, il quartiere difficile. Devo placare gli animi. Ai rom ho già distribuito 50 pacchi di Pasqua, ai residenti 120. Ora prima gli italiani, sì. Devo occuparmi soprattutto dei 30mila residenti affidati a me, i rom sono questione che riguarda più la Caritas», ha detto il parroco a Repubblica, che ha raccolto anche la testimonianza di altre donne del quartiere.

«La gente indignata per la differenza di trattamento»

«Ho 3 figli, uno invalido, e lavora solo mio marito. Non arriviamo a fine mese ma lasciamo il pacco a chi ha più bisogno. Vi par giusto che vada ai rom?», ha spiegato al quotidiano la signora Danila, rifiutando qualsiasi accusa di razzismo. «Si è parlato di razzismo, sbagliando», ha quindi commentato Alessandro Calvo, referente di CasaPound per la Magliana. «A indignare la gente del quartiere è stata la differenza di trattamento, prima discriminante messa in atto da chi generosamente offriva il cesto. Se un italiano o qualsiasi straniero residente regolarmente in zona può ottenere il servizio dopo una selezione fatta attraverso criteri specifici, come il reddito, non esiste giustificazione valida per cui gli stessi criteri non debbano essere applicati ai rom. Dal canto nostro – ha concluso l’esponente di Cpi – non abbiamo fatto altro che verificare la sussistenza di quanto riferitoci e presidiare perché la distribuzione dei pacchi rispettasse una selezione uguale per tutti».

Commenti

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  • Francesco Ciccarelli 19 aprile 2019

    Ecco chi sono davvero i razzisti: discriminano gli Italiani e chiudono entrambi gli occhi cogli zingari! Non penso che sia solo stupidità: sospetto la malafede!

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