Cristiani senza protezione nello Sri Lanka: stop alle messe per il rischio di nuovi attentati

venerdì 26 aprile 19:37 - di Laura Ferrari

 

A pagare per gli attentati di Pasqua saranno i cristiani. È la clamorosa decisione di queste ore. La domenica nello Sri Lanka non saranno più celebrate messe, fino a nuovo ordine, in seguito alla raffica di attacchi alle chiese, che il 21 aprile hanno causato la morte di oltre 250 persone. Lo ha annunciato l’arcivescovo di Colombo, cardinale Malcolm Ranjith.

Proprio in queste ore, la polizia dello Sri Lanka ha effettuato altri 7 arresti in relazione agli attentati compiuti a Pasqua contro chiese ed hotel. L’operazione è stata condotta nella città di Kalmunai, nell’est del paese. La polizia ha reso noto che alcuni agenti sono stati coinvolti in un conflitto a fuoco nella città di Sammanthurai, a circa 200 km dalla capitale Colombo. Nelle perquisizioni, sono stati rivenuti giubbotti esplosivi.

Salta anche il capo della Polizia dello Sri Lanka

Intanto, salta anche il capo della polizia dello Sri Lanka. Lo ha annunciato il presidente Maithripala Sirisena. Pujith Jayasundara è il secondo alto funzionario dello Sri Lanka a dimettersi dopo il ministro della Difesa, Hemasiri Fernando, che ha lasciato ieri il suo incarico per aver fallito nella missione di garantire la sicurezza nazionale, nonostante le informazioni cruciali sul rischio di attacchi suicidi.

“Arrestati 70 terroristi, individuati altri 130”

Il presidente Maithripala Sirisena ha detto che ci sono tra 130 e 140 presunti membri del gruppo terroristico dello Stato Islamico nello Sri Lanka, precisando che 70 persone sono già state arrestate. “Metterò fine allo Stato islamico in Sri Lanka. La nostra polizia e le forze di sicurezza sono in grado di raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto. Il presidente ha anche sottolineato che la sua campagna contro la droga potrebbe aver influenzato la catena di attacchi perpetrati la domenica di Pasqua che hanno ucciso circa 253 persone, secondo l’ultimo bilancio delle vittime. “Non dimentichiamo la connessione tra la guerra alle droghe e il terrorismo”, ha detto Sirisena, secondo la rete di notizie News First.

“Il ministro della Difesa non ha preso sul serio l’allerta dell’intelligence”

Il presidente dello Sri Lanka ha anche affermato che un capo dell’intelligence ha ricevuto informazioni “altamente descrittive” il 4 aprile, che includevano gli obiettivi e i metodi dell’attacco. Tuttavia il ministro di Difesa, Hemasiri Fernando, non ha “preso sul serio” il rapporto e non “ha agito con serietà”. Né lui, né l’ispettore generale della polizia gli hanno parlato delle informazioni ricevute, ha insistito Sirisenae, specificando che “non lo dico per prendere le distanze, ma questo è quello che è successo”.

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