Convegno sulla rivoluzione europea da San Sepolcro a Fiume ai giorni nostri

mercoledì 10 aprile 17:23 - di Redazione

Si è tenuta martedì sera alla libreria Horafelix di Roma la conferenza “Da San Sepolcro e Fiume ai giorni nostri. Teoria e prassi della rivoluzione europea”. Davanti a un pubblico particolarmente folto, sotto conduzione di Giancarlo Ferrara, sono intervenuti Pietro Cappellari, storico, Gabriele Marconi, scrittore, cantautore e giornalista e Gabriele Adinolfi, scrittore e opinionista. Cappellari ha posto l’accento sull’eccezionalità di una minoranza fusa, e talvolta confusa, che seppe interpretare il proprio tempo e cavalcarlo vittoriosamente. Marconi ha insistito sull’antropologia ardita e fiumana e su quella opposta, nemica. Adinolfi si è cimentato sulla prassi mussoliniana comparata con la leninista e sulla coscienza europea assunta dal fascismo fin dal suo nascere. Dopo aver tratteggiato la storia dell’internazionalismo italiano e tedesco, ha ricordato la lunga e ininterrotta tradizione europeista del dopoguerra fino alla caduta del Muro. “Da allora, quando la storia – ha sostenuto Adinolfi – ci ha dato ragione, dalle parti nostre si è pensato di darci torto da soli e abbiamo lasciato l’Europa agli altri fino a scadere oggi in un antieuropeismo che fa comodo solo agli americani”. A suo dire serve, al contrario, una classe dirigente nazionalrivoluzionaraia europea. In chiusura Ernesto Moroni ha spiegato il suo gesto futurista della mezzanotte del 23 marzo quando ha proiettato immagini di Mussolini sulla facciata di Palazzo Venezia andando, consapevolmente, incontro a denuncia.

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