Commozione e dolore nella comunità cingalese che vive nel nostro paese

domenica 21 aprile 13:55 - di Redazione

“Quello che mi dispiace è che siano state colpite persone innocenti che stavano andando a pregare in occasione di una festa religiosa. Non è accettabile, una cosa del genere non dovrebbe capitare in nessuna parte del mondo”. Thappawarige Chandana Lalith esprime all’Adnkronos il dispiacere e l’indignazione dell’intera comunità cingalese di Roma per gli attacchi terroristici che hanno colpito la città di Colombo in Sri Lanka. “I nostri connazionali a Roma – nella foto un giovane negoziante – sono tutti molto preoccupati e stanno chiamando i parenti per sapere se stiano tutti bene”, dice il rappresentante della comunità cingalese a Roma.

“Stiamo donando sangue”

“Io sono originario di un villaggio a 5 km da Colombo e fortunatamente nessuno dei miei parenti è rimasto coinvolto negli attacchi ma siamo addolorati per il nostro popolo”, aggiunge. “Al momento per quello che sappiamo – spiega – il governo ha imposto a tutti di rimanere in casa dalle 18 di sera fino al giorno seguente per motivi di sicurezza e che molti connazionali stanno facendo la fila per donare il sangue per i feriti negli attentati”.

Fiducia nel governo di Colombo

“Nel 2009 è finita la guerra durata 30 anni – racconta – in quel periodo capitava che ci fossero attacchi con autobombe o kamikaze. Il governo ha avuto già esperienza e ha la nostra piena fiducia che riesca risolvere la situazione”.

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