Castrazione chimica per stupratori e pedofili: l’ammucchiata boccia la proposta di FdI

mercoledì 3 aprile 17:31 - di Roberto Mariotti

Non importa se l’opinione pubblica voglia stangare (come sarebbe giusto) pedofili e stupratori. Non importa se la gente s’indigna (com’è giusto) perché chi commette uno stupro spesso in galera si fa solo una passeggiata. Quel che interessa è la strategia di partito. E sull’altare della strategia si sacrifica la ragione e si è disposti anche ad allearsi con il diavolo. È stato bocciato dall’Aula della Camera un ordine del giorno a favore della cosiddetta castrazione chimica presentato da Fratelli d’Italia, primo firmatario il capogruppo Francesco Lollobrigida. Un provvedimento che aveva trovato l’appoggio e il voto anche della Lega. Niente da fare, i contrari sono stati 383, i favorevoli 126. Ad opporsi, tutti insieme appassionatamente, sono stati Forza Italia, il Partito democratico, il Movimento 5 Stelle e a Leu.

Lo scontro sulla castrazione chimica

Il testo, sul quale il governo si era rimesso all’Aula, impegnava l’esecutivo «ad adottare ogni opportuna iniziativa, anche di carattere normativo, volta a introdurre la possibilità di subordinare la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena in caso di condanna per reati sessuali a trattamenti terapeutici o farmacologici inibitori della libido». Immediato il botta e risposta. «La corsa Salvini-Meloni a scavalcarsi a destra si schianta contro i numeri. Su ordine del giorno di Fdi su castrazione chimica, la maggioranza si è spaccata e Lega e Fratelli d’Italia si sono visti bocciare l’odg con 383 voti. Il convoglio sovranista è deragliato in partenza…», ha commentato su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Fi alla Camera. A stretto giro la replica del capogruppo di Fratelli d’Italia, Lollobrigida: «Prima di straparlare di Fratelli d’Italia la collega Mariastella Gelmini farebbe bene a guardare in casa propria. Segnatamente, rispetto alla bocciatura del nostro ordine del giorno sulla castrazione chimica, facciamo notare che Forza Italia ha votato no insieme al Partito democratico, al Movimento 5 Stelle e a Leu. Il convoglio sovranista, come dice Gelmini, è quindi deragliato perché il patto del Nazareno ha votato contro. Comprendiamo che i forzisti ultimamente non abbiano molte cose di cui vantarsi, ma andar fieri di aver votato col Pd, contenti voi».

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