Caos a Roma, un altro venerdì di scioperi: fermi i bus e niente raccolta rifiuti

venerdì 12 aprile 10:52 - di Fortunata Cerri

Un altro venerdì nero per i romani. Scioperano i lavoratori della raccolta dei rifiuti di negozi, locali, mercati e scuole. E incrociano le braccia anche quelli dei bus della Tpl, il consorzio (privato) che gestisce parte delle linee periferiche dei bus della Capitale.

Sciopero degli operatori della differenziata

A scioperare i dipendenti dell’Ati, l’associazione temporanea d’impresa, costituita da Roma Multiservizi, Isam e Sea, alla quale Ama ha affidato l’appalto della differenziata porta a porta per le utenze non domestiche. Una maxi gara da 150 milioni di euro attraverso la quale Ama ha deciso di esternalizzare parte dei servizi con lo scopo di liberare risorse e mezzi propri. Una scelta che però, secondo i sindacati e i risultati visibili sul campo, si starebbe rivelando fallimentare.

Appalto utenze non domestiche: “è flop”

«Una situazione difficilissima che mette in crisi il lavoro e ricade su Ama. A detta delle aziende le utenze realmente coperte dal servizio sarebbero la metà di quelle previste dal capitolato e questo comporterebbe un fatturato minore del previsto. Le società hanno già ridotto il personale e adesso annunciano ulteriori licenziamenti e tagli sui mezzi. Col risultato che Ama, già in pessime condizioni, si trova a coprire con proprie risorse un servizio affidato all’esterno», hanno denunciato Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, Segretari generali di Fp Cgil, FitCisl e Fiadel Roma e Lazio. Un appalto che avrebbe dovuto aumentare i livelli di raccolta differenziata e potenziare la forza lavoro ma che di fatto “si è rivelato un flop”.

Licenziamenti e crisi della raccolta

Disastroso il bilancio occupazionale: prima la Sea, che non ha rinnovato i contratti di 19 lavoratori in somministrazione, poi il licenziamento collettivo di 36 lavoratori della Isam e la ricollocazione di 50 operatori di Roma Multiservizi. «Ricollocazione a sua volta non priva di incertezze, perché – spiegano i sindacalisti – anche le altre commesse della società sono in scadenza».

I sindacati: «Servono interventi risolutivi»

«I lavoratori sono a rischio e Ama, i cui dipendenti sono in stato agitazione per le tantissime incognite che ancora gravano sul futuro della partecipata e rendono difficile l’ordinaria gestione dei servizi peggiorando le condizioni di lavoro, non affronta i problemi. È una delle tante criticità ormai insostenibili per un’azienda pubblica ancora senza vertici e in enormi difficoltà».
Da qui la scelta dello sciopero con i lavoratori delle aziende in appalto in presidio al Campidoglio. «In questi mesi è stato impossibile avere un tavolo per provare a uscire da questa impasse e i lavoratori sono stati al centro di uno scaricabarile colpevole. Non c’è più tempo – concludono Di Cola, Masucci e Cicco – ed è intollerabile che di fronte ai disservizi e ai licenziamenti nessuno prenda in mano la situazione».

Sciopero mezzi pubblici Tpl

Ad indire lo sciopero di ventiquattr’ore è il sindacato Usb. Si fermeranno così i mezzi pubblici Tpl che in città gestisce circa cento linee di bus. Lo stop sarà in vigore dalle ore 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. Il servizio sarà invece regolare sulle linee di Atac, Cotral e Ferrovie dello Stato. Normale servizio, quindi, per treni, metropolitane, bus extraurbani e per tutte le linee di bus gestite da Atac.

«I lavoratori – denunciano i sindacati – continuano a subire ritardi nel pagamento degli stipendi, mancati versamenti nei fondi pensioni, continue pressioni anche per avere un solo giorno di permesso. In assenza delle condizioni di sicurezza previste dal codice stradale, verificate dal conducente prima della partenza di qualsiasi vettura, il datore di lavoro di tutta risposta procede nei confronti del lavoratore con la contestazione disciplinare”. E poi ancora: «Le inadempienze contrattuali del Consorzio Roma Tpl non dovrebbero essere più tollerate da Roma Capitale che ne è responsabile in solido: la sicurezza degli utenti e la dignità dei lavoratori non possono essere un argomento di serie “B”, inchiodare le aziende alle loro responsabilità è un preciso dovere dell’amministrazione capitolina, verso il quale non può continuare a sottrarsi. In assenza di tutto questo, a noi non resta altro che continuare a scioperare».

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