Bufera sul Pd anche in Umbria: arrestati assessore e segretario regionali, perquisizione al presidente

venerdì 12 aprile 17:56 - di Domenico Bruni

Nuovi guai per il Pd, stavolta in Umbria: perquisizioni sono in corso da parte della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta su concorsi per le aziende ospedaliere di Perugia. I provvedimenti sono stati emessi dalla procura di Perugia nei confronti della presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, del segretario del Pd umbro ed ex sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci, dell’assessore alla salute Luca Barberini e di alcuni dirigenti di una delle aziende sanitarie umbre, sembra sei persone. Per Bocci e Barberini sarebbero scattati gli arresti domiciliari, così come per il direttore generale dell’azienda ospedaliera Emilio Duca e per il direttore amministrativo. L’inchiesta della procura di Perugia riguarda un concorso di una delle aziende sanitarie umbre. Sulle perquisizioni c’è il massimo riserbo da parte degli inquirenti. “Quest’oggi mi è stata notificata dalla procura della Repubblica di Perugia una richiesta di acquisizione di atti nell’ambito di una indagine preliminare relativa a procedure concorsuali in capo ad una Azienda sanitaria umbra”: lo ha reso noto la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, come rende noto la Repubblica. “Ho offerto la mia massima collaborazione personale e istituzionale – ha sottolineato Marini – all’attività dei rappresentanti dell’autorità giudiziaria. Sono assolutamente tranquilla e fiduciosa nell’operato della magistratura, nella certezza della mia totale estraneità ai fatti e ai reati oggetto di indagine”.

Secondo quanto fanno sapere gli inquirenti, sono stati utilizzati anche Trojan nei telefonini per captare i colloqui che hanno portato agli arresti di oggi nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità umbra. Emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Perugia Valerio d’Andria, che “ha consentito di documentare il significativo contenuto di alcuni colloqui tenuti dall’indagato Emilio Duca, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, al di fuori del suo ufficio”. Sia Emilio Duca che Maurizio Valorosi, direttore amministrativo della stessa azienda, entrambi indagati nell’inchiesta, erano anche sottoposti a intercettazione ambientale in ufficio. Sarebbero otto le procedure di selezione del personale “condizionate illecitamente” durante il periodo delle intercettazioni telefoniche che hanno portato all’inchiesta. “L’alterazione dei risultati della selezione – si legge nell’ordinanza del gip di Perugia – è avvenuta mediante reiterati reati di rivelazione di segreti d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico e abuso d’ufficio compiuti mediante la comunicazione a terzi interessati delle tracce d’esame, e inoltre indirizzando la Commissione in ordine alle valutazioni da assegnare ai candidati”. Nell’ordinanza d’arresto si legge tra l’altro di una presunta “alterazione della procedura concorsuale consistita nella manipolazione dell’esito del sorteggio dei componenti della commissione esaminatrice”. Inoltre un video documenta come il dg dell’ospedale di Perugia, Emilio Duca, “avesse con sé le tracce delle prove scritte del concorso e le dovesse portare in consiglio regionale, per consegnarle all’assessore regionale Luca Barberini, il quale risulterà in effetti dal prosieguo delle conversazioni il soggetto più interessato all’esito della procedura e quello anche più ascoltato”. Lo si legge dall’ordinanza emessa dal gip di Perugia. In particolare, l’ordinanza fa riferimento alla “conversazione intercettata” e alle “immagini captate presso l’ufficio di Maurizio Valorosi il giorno prima delle prove scritte”.  Infine si apprende che tra le conversazioni captate all’interno dell’ufficio di Emilio Duca, tra gli indagati dell’inchiesta di Perugia sulla sanità, lo stesso Duca “indicava chiaramente come sponsor” di uno dei candidati da sponsorizzare a scapito di altri candidati ai concorsi per incarichi ospedalieri un certo “assessorato”, riferendo “inoltre di un colloquio avuto in proposito anche con la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini”. Lo si legge sempre nell’ordinanza del gip di Perugia, dalla quale si apprende anche che su Giampiero Bocci, “all’epoca dei fatti deputato e sottosegretario al ministro dell’Interno, oggi segretario regionale del Partito democratico”, il gip fa riferimento per due conversazioni intercettate all’indagato Duca, dg dell’ospedale di Perugia. Nella prima, del 9 maggio 2018, Duca parla con Alvaro Mirabassi, vicepresidente del consiglio comunale di Perugia: “Anche il Mirabassi chiede di avere le tracce della prova scritta che si terrà il 16 maggio e il Duca lo rassicura aggiungendo inoltre che avrebbe dovuto darle anche a Giampiero (dovendosi intendere evidentemente l’onorevole Bocci)”, si legge nell’ordinanza. Nella seconda intercettazione e in altre a seguire si conferma “la necessità avvertita da entrambi di far combaciare i diversi interessi clientelari, in particolare quelli segnalati dai predetti Barberini (assessore regionale alla Salute, ndr) e Bocci, al quale, ultimo, il Duca ripromette di consegnare le tracce scritte l’indomani”. Il gip riporta l’intercettazione nella quale Duca dice: “Ah, anche Bocci è a Roma, me lo ha detto lui, ora gli mando un messaggio e domani pomeriggio, quando tornava su, gli porto le domande”.

Secco il commento di Salvini:  “Senza entrare nel merito degli ultimi arresti, i cittadini dell’Umbria sono malgovernati da troppo tempo; elezioni regionali subito”, chiede il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Commenti

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  • Frewwilliec 13 aprile 2019

    Se non lo sapete andate a verificare : il capo segreteria del sottosegretario Bocci ( pd) è oggi il capo segreteria del sottosegretario Molteni ( lega) non si è infatti mosso di stanza ! Governo del cambiamento!

  • Giuseppe Tolu 13 aprile 2019

    Come mai, ci sarà stato un malinteso!

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