Bimbo soffocato dalla madre, svolta nella notte: arrestato anche il padre. La donna non ha agito da sola

sabato 20 aprile 10:46 - di Martino Della Costa

Non c’è fine all’orrore di questa vicenda che ha sconvolto in primis la tranquilla comunità di Piedimonte San Germano, e poi l’Italia intera: quella dell’omicidio del piccola Gabriel, due anni appena, soffocato dalla mamma mercoledì scorso. Non c’è fine perché, ad ogni nuova acquisizione, fino alla svolta dell’indagine avvenuta questa notte con il fermo del padre del bambino, aumenta – se possibile – la portata dello choc, della efferatezza, dello sconcerto inaccettabile di una storia che vede come vittima un bimbo indifeso, ucciso dalla mamma che gli ha messo le mani al collo e ha stretto, fino a non farlo respirare più. Un caso terribile che, proprio in queste ore, si è ulteriormente aggravato con il fermo anche del padre della giovanissima vittima: per gli inquirenti al lavoro sul caso, la donna non avrebbe agito da sola…

Bimbo soffocato dalla madre, la svolta: nella notte arrestato anche il padre

Già perché questa notte, a Cassino, i sospetti degli inquirenti si sono concentrati anche sul padre di Gabriel: anche sull’uomo, infatti, è calata la mannaia investigativa che ha portato alla terribile svolta. E oggi anche sull’uomo, 48 anni, grava l’accusa di aver ucciso il figlio di 2 anni assieme alla donna, già fermata dai carabinieri. Non c’era scampo per il povero Gabriel insomma: e ad accreditare la sconvolgente ipotesi di un coinvolgimento anche del padre piccolo hanno provveduto le indagini condotte dai hanno militari dell’Arma della Compagnia e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Frosinone, indagini al termine delle quali, tra rilievi e riscontri, testimonianze e incroci, dubbi e sospetti, il pm ha disposto il fermo dell’uomo. Arresto arrivato appunto nella notte al termine di un lungo interrogatorio durante il quale sembra che l’alibi che l’uomo si era precostituito sarebbe via via venuto meno: gli inquirenti, infatti, non lo hanno ritenuto attendibile. Per loro l’uomo era con la mamma del piccolo al momento del suo omicidio.

Per gli inquirenti anche lui era presente durante la passeggiata in cui la mamma ha soffocato suo figlio

Il bambino, nato a Sora l’11 dicembre 2016, non era dunque stato investito mercoledì pomeriggio, come riferito dalla madre in un primo momento, ma è stata la stessa donna – Donatella Bona, 28 anni di Frosinone, incensurata e mai in cura per problemi mentali – che interrogata dai carabinieri aveva ancora i graffi sulle braccia lasciati dal figlio nel tentativo disperato di salvarsi dal soffocamento, ad ammazzarlo poco prima durante una passeggiata, presa da un raptus: una passeggiata a cui adesso sembra abbia partecipato anche il padre del bimbo. Un bimbo di neanche due anni e mezzo che piangeva perché voleva andare dalla nonna, e che per quel pianto inarrestabile sarebbe stato ucciso in strada dalla madre che, secondo quanto riferito dalla donna nell’immediatezza degli eventi, avrebbe incontrato il padre del piccolo solo poco prima, un uomo con il quale non vive più insieme. Oggi la svolta: anche lui era presente al momento dell’omicidio…

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