Basta alibi. Gli ispettori di Bonafede non ammazzino ancora una volta Stefano Leo

domenica 7 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Quale altro burocrate sarà assoldato dalla giustizia italiana per spegnere il sorriso di Stefano Leo persino sulle fotografie? Non si cancella una vergogna e non ci accontentiamo di un solo annuncio. L’omicidio – sgozzato – di quel ragazzo di Torino ha più responsabili. L’assassino marocchino e chi non lo ha spedito in carcere in omaggio a una sentenza definitiva. L’accoltellatore era libero e ha seminato sangue. Ministro Bonafede, chi pagherà?
Non ci sfugge la decisione dell’invio di ispettori ministeriali a Torino. Ma nessuno sa quando andranno. Né si sa con quale mandato. Ci sentiamo beffati quando il presidente della Corte d’Appello del capoluogo Edmondo Barelli Innocenti versa lacrime chissà quanto sincere. E chi doveva garantire l’esecuzione in cella, eccellenza?

Qualcuno deve pagare per una bestia in libertà

Ma è dal ministro della giustizia – se di giustizia si può ancora parlare – che attendiamo risposte. Perché sinora non abbiamo letto né post, né tweet, da un guardasigilli solitamente ciarliero sui social.
E’ tempo di massima trasparenza, perché non si deve avere riguardo per alcuno. Chiunque abbia sbagliato, va individuato e sanzionato come merita chi si scorda un delinquente in circolazione. La bestia che ha sgozzato Stefano Leo doveva essere recluso. E magari oggi quel ragazzo torinese sarebbe ancora vivo a sorridere con i suoi amici e la sua dignitosissima famiglia. Invece no.
Ministro Bonafede, il presidente Barelli Innocenti ha detto che spiegherà tutto agli ispettori “se e quando verranno”. E’ un’altra beffa annunciata? Possono partire oggi stesso?

Quanti condannati sono ancora in giro?

Che cosa vuol dire che manca il personale per far scontare una pena? Chi ci deve pensare, lei o noi? Non c’erano cancellieri per trasmettere un ordine di carcerazione? E come vi permettete di sottovalutare una questione del genere? Quante “pratiche” sono in sospeso? Non è che gli ispettori devono controllare prima al ministero?
Cancellando la prescrizione avete pensato di fare giustizia. Ma all’assassino di Stefano Leo avete regalato la libertà prima di compiere il suo gesto efferato a danno di un figlio di tutti noi. Perché ci sentiamo atterriti, padri e madri, a sapere che è così facile restare liberi anche se si è condannati ad entrare in carcere per scontare una pena. No, la pena diventa tutta nostra mentre aspettiamo il ritorno a casa dei nostri ragazzi. E stiamo ancora ad aspettare gli ispettori di Bonafede.
Ogni anno in Italia finiscono in prigione mille innocenti. Ma un colpevole non ci va. Sembra una barzelletta e invece è la drammatica realtà della nostra malagiustizia. Perché se il presidente di una Corte d’appello arriva a parlare di assenza di personale, non è pensabile che sia un problema solo di Torino. E viene il dubbio che accada anche nel resto del Paese, e magari nelle zone infestate pure dalla mafia, dalla camorra, dalla ‘ndrangheta.
Ma ancora non paga nessuno, né si intravede chi sarà chiamato a rispondere.
Buon viaggio agli ispettori di Bonafede, ma abbiamo la sensazione che direte che è colpa degli invisibili. Gli assenti che non avete assunto. Se accadrà questo il Guardasigilli dovrà essere il primo ad andarsene. Perché Stefano Leo non può essere stato ammazzato dal destino cinico e baro.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Tolu 7 aprile 2019

    Buonafede chi? Quello che staccava gli scontrini nelle vendite del bibitaro?

  • Banchero Giuseppe 7 aprile 2019

    La civiltà di una nazione si vede da quanti delinquenti riesce a mettere e tenere in carcere. In questo paese il sistema giudiziario è solo una barzelletta totale e insieme a uno stato di burocrati incapaci e di politici senza arte e parte. La Repubblica delle Bananas è decisamente meglio, sotto ogni punto di vista.Non serve arrestare un assassino di questo tipo va solamente eliminato, se si è civili. La civiltà è rispetto incondizionato di tutti, mentre i delinquenti scegliendo di stare dall’altra parte della barricata non devono godere di alcun diritto sancito dalla nostra costituzione, anche se l’Italia è un paese del terzo mondo per quanto riguarda la tutela dei diritti civili dei propri cittadini.

  • Anna Maria 2 7 aprile 2019

    Condivido parola per parola quanto scritto in questo articolo!! FATE PARTIRE IMMEDIATAMENTE GLI ISPETTORI PER CONTROLLARE QUANTO AVVIENE NEL TRIBUNALE DI TORINO E IN TUTTA ITALIA, LE INNUMEREVOLI GRAVISSIME MANCHEVOLEZZE CHE HANNO FATTO E FANNO SI CHE AVVENGANO E SI RIPETANO CASI COME QUELLO DI QUESTO POVERO INNOCENTE STEFANO LEO MORTO PERCHÉ UCCISO DA UNA BESTIA FEROCE CHE DOVEVA STARE IN CARCERE E INVECE PER LE SUMMENZIONATE GRAVISSIME MANCHEVOLEZZE ERA IN LIBERTÀ A SPASSARSELA!!! VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA!!!

  • Gamba Romano 7 aprile 2019

    Fare commenti a questa vicenda sembra inutile perchè non è ammissibile che un condannato non vada in carcere per la dimenticanza ,ma di quale e di chi ? Mai lo sapremo ?

  • rino 7 aprile 2019

    Questo è il risultato del buonismo a senso unico di sinistra che difende quelli che ha scelto come elettori. Troppi delinquenti in giro, troppe possibilità di restare in libertà. E’ ora di cambiare le leggi, ma il governo cosa fa? E cosa hanno fatto i precedenti governi, anche di destra? Purtroppo si pensa alle proprie beghe giudiziarie e non si cambiano leggi sbagliate che possono fare comodo. La magistratura va riformata, le carriere vanno separate, lo prevede la costituzione, e quel presidente di corte d’appello va mandato via, assieme ai cancellieri che non hanno lavorato a dovere.

  • pietro 7 aprile 2019

    Se ogni anno finiscono in prigione 1000 innocenti significa che i cancellieri ci sono e sono sufficienti. Oppure mancano quando si deve mettere in galera un delinquente marocchino ?

  • Silvia Toresi 7 aprile 2019

    Atroce!!!!!!

  • Maurizio Giannotti 7 aprile 2019

    E’ del tutto evidente. Le responsabilità cominciano in alto , proprio dal Presidente della Corte d’Appello e dal Procuratore Generale, che sono tali non solo al 27 del mese, giorno del loro lauto stipendio, ma sempre. Altro che lamentarsi della mancanza di personale. La mancanza che ha causato la morte del povero Leo è imputabile ad alktri, non certo all’impiegata che ha omesso di battere l’ordine di carcerazione. Ma a chi forse tale ordine non l’ha mai dato. Costui è il responsabile, non l’ultimo imnpiegato della Corte!!!!

  • Mario 7 aprile 2019

    mi piace rilevare che per una pena al di sotto dei tre anni viene emesso solo un o.e. .Entro 30 giorni dalla notifica l interessato può essere ammesso dal trib.sorveglianza ad una misura alternativa quasi sempre concessa, per cui il marocchino ridens probabilmente avrebbe compiuto ugualmente il delitto

  • In evidenza

    contatore di accessi