Assistenza sanitaria ai bambini, i pediatri: «Adottare in Europa il modello italiano»
Per una volta l’Italia è tra i Paesi “virtuosi”, addirittura in compagnia della Germania, quasi sempre prima della classe. Insieme con tedeschi, belgi e slovacchi formiamo invece il modello che i pediatri europei dovrebbero emulare per l’assistenza sanitaria ai bambini. Insomma, se il resto del Vecchio Continente vuole che funzioni bene ovunque, è necessario riorganizzare la pediatria bambini e adolescenti basandola su un rapporto fiduciario con le famiglie e una presenza capillare di pediatri su tutti i vari territori. «Questo – spiega Paolo Biasci, presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), che conta più di 5500 iscritti – per il momento avviene, pur con differenze, solo in alcuni stati virtuosi tra cui Italia, Germania, Slovacchia o Belgio». L’appello di Biasci è caduto nel corso della prima giornata del meeting annuale dell’European Confederation of Primary Care Paediatricians (Ecpcp) in corso a Bratislava e che riunisce specialisti provenienti da oltre venti nazioni. «In Italia – ha detto ancora l’esperto – oltre il 98 per cento dei giovani con meno di 15 anni gode di ottima salute anche grazie agli interventi che può fornire il pediatra di famiglia».
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