Appendino, la gaffe del senatore grillino: «Non ci sono più i bombaroli bravi di una volta»

martedì 2 aprile 12:01 - di Eugenio Battisti

Voleva essere un post di solidarietà alla sindaca amica, uno dei tanti che Chiara Appendino ha ricevuto dopo il pacco bomba recapitato a Palazzo Civico a Torino, e invece si è trasformato in un boomerang per l’incauto senatore 5Stelle, Alberto Airola, che sembra rimpiangere gli anni bui del terrorismo. Rivolgendosi a «quei o quel miserabile che ha spedito un pacco bomba» alla sindaca di Torino, il senatore grillino allega un post scriptum sconcertante che ha scatenato sui social uno tsunami di commenti sdegnati.

«Non ci sono più i bombaroli di una volta»

«Chi saranno quei o quel miserabile che ha spedito un pacco bomba a Chiara Appendino? – si legge sul suo profilo – Che si nascondono dietro un falso e significativo mittente ma non hanno il coraggio di metterci la faccia?».Dopo aver invitato i responsabili a fare «un salto a casa mia che glielo faccio ingoiare il loro cazzo di pacco,  sempre se avete gli attributi, conigli», il senatore pentastellato si lancia in un crescendo che si conclude con il rimpianto dei bombaroli “bravi di una volta”, quelli insomma che mandavano a segno i loro attentati, che lasciavano i nemici sul selciato. Incredibile ma vero. «Sbagliate sempre obiettivo – scrive Airola – non capite proprio nulla di istituzioni. Siete troppo ignoranti per fare i bombaroli. Quelli bravi di una volta sapevano chi colpire e pagavano di persona, evidentemente di gente così, non ce n’è più. È rimasta la feccia peggiore».

Sconcerto per il post del senatore 5Stelle

Sconcertati i commentatori, che, con centinaia di messaggi, hanno domandato al senatore cosa intendesse per “quelli bravi di una volta”. I terroristi? Le Br? La lotta armata? Se il quartier generale grillino non dà segno di vita, non si contano gli inviti a cancellare il post, o almeno il post scriptum, definito «offensivo verso tutte le vittime e i familiari di quelli che tu ironicamente hai definitivo bravi» e a moderare i toni: «Senatore, stia calmo e ricordi che è un’istituzione, non un giustiziere della notte, al netto della sua rabbia sacrosanta, non esageri». Ma la toppa è peggiore del buco, Airola “sbianchetta” l’ultimo passaggio («Ho cancellato la frase finale perché è stata fraintesa e poteva offendere qualcuno») spiegando che non si riferiva ai terroristi «ma a chi a fine 800 e primi 900 cercava di fare la rivoluzione». Peggio che mai. «Lei ha parlato di “bombaroli”. Che in italiano è un termine che si riferisce ai terroristi che fanno uso di bombe, si cancelli da Facebook se non riesce ad esprimere un concetto. Che vergogna», è uno dei tanti commenti che inondano il profilo Facebook del senatore pentastellato. «Voi non lo sapete ma Airola è un uomo di immensa cultura. Ma chiaro, siamo noi ad aver frainteso. W la rivoluzione e w anche gli zar, a seconda ovviamente di come conviene…». Di ben altro segno il messaggio di vicinanza alla sindaca di Torino di Giorgia Meloni espresso in un tweet: «Solidarietà al sindaco di Torino, Chiara Appendino, per il vile atto intimidatorio. Sì al confronto e allo scontro dialettico, no alla violenza e a gesti vigliacchi che ci riportano indietro di quarant’anni».

 

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