Ama, anche l’ex-consigliera Cda Ranieri contro Raggi: «falsa la storia dei premi aziendali»

venerdì 19 aprile 17:44 - di Redazione
La sindaca di Roma, Virginia Raggi e l'ex-consigliera del Cda di Ama, Vanessa Ranieri

L’amore per i Cinquestelle (dopo averli criticati e derisi) e l’intesa con la sindaca di Roma (messa alla berlina anch’essa sui Social) sono oramai alle spalle e Vanessa Ranieri, avvocato, ex-presidente del WWF Lazio, ex-consulente legislativa – così si definisce –  per «l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati» regnante Laura Boldrini, si toglie parecchi sassolini dalle scarpe svelando senza troppi peli sulla lingua il difficile rapporto fra l’Ama, la municipalizzata capitolina dei rifiuti di cui è stata consigliera del Cda prima di essere cacciata dalla Raggi che lì l’aveva voluta e la prima cittadina della Capitale.

L’avvocato Ranieri spara a zero sulla Raggi smentendone radicalmente la ricostruzione secondo la quale la prima cittadina romana non voleva avallare i premi  aziendali all’Ama e, per questo, avrebbe fatto pressioni sull’ex-Ad, Lorenzo Bagnacani, poi licenziato insieme all’ex-consigliera Vanessa Ranieri e all’ex-consigliere, Andrea Masullo: «Mai e poi mai in questi lunghi mesi l’amministrazione ha fatto riferimento a premi aziendali – nega il legale – Anche nella delibera di Giunta che ha bocciato il bilancio non si fa mai riferimento a premi. Ci tengo a dire che per il Cda non sono previsti mentre per l’Ad non sono legati al bilancio in attivo».

Quanto ai «premi ai dipendenti sono stati previsti rispetto all’efficientamento e alla presenza sul lavoro».
«La ricostruzione della Raggi cade subito – la smentisce l’avvocato Ranieri – noi siamo stati mandati via il 18 febbraio, a quel punto il 19 il bilancio con i loro valori sarebbe potuto essere approvato. Come mai non è stato rifatto il bilancio come volevano loro? In ogni caso l’amministrazione ci ha chiesto una riformulazione del bilancio generica, non ci è stata chiesta una rettifica di poste specifiche’».

Sull’esistenza di altri possibili audio, Ranieri dice di «non averne la più pallida idea. So solo – aggiunge svelando nuovi problemi in arrivo per la Raggi – che sono cofirmataria, insieme agli altri componenti del cda Andrea Masullo e Lorenzo Bagnacani, del primo esposto alla Procura di Roma che abbiamo presentato il 6 novembre e di un altro alla Corte dei Conti, presentato il 18 febbraio». Una circostanza svelata il 28 febbraio scorso dal procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Andrea Lupi, in occasione di un incontro con la stampa a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario  durante il quale il magistrato amministrativo aveva spiegato che la Corte contabile del Lazio aveva «aperto il fascicolo sul rischio di fallimento che può subire l’Ama a seguito di varie vicende e per la grave crisi finanziaria che sta subendo».

Quanto al clamore della giornata di ieri, l’ex- consigliera del cda di Ama dice di non essere «stupita, anzi mi ero stupita del contrario. Sono sconcertata dal fatto che ancora non sia stato approvato il bilancio 2017 di Ama e che non ci sia clamore su questo».

«La cosa che mi ha particolarmente colpito – rivela la Ranieri – è la modalità con cui Raggi ha detto in tv che avremmo redatto un bilancio irregolare. Valuterò nelle sedi competenti queste parole. La nostra cacciata è stata fondata sul rifiuto di cambiare il bilancio, di riformularlo in un modo che non ritenevamo corretto, sulla base dei numerosi pareri arrivati dai più grandi esperti di diritto aziendale e di principi di ordinamento contabile».

La città era sporca e non facevamo il lavoro per cui eravamo pagati? «Raggi non ha detto che dal 27 marzo 2018 abbiamo avuto una anomala produzione di rifiuti, arrivando ad aprile a un +10 per cento. Una città dentro la città, una anomalia incomprensibile per cui è stata attenzionata anche la Procura. C’era poi il problema dei mezzi fermi, le gare deserte, l’incendio del Tmb Salario e gli scioperi dei sindacati. Tutti questi fattori hanno creato un rallentamento nella raccolta dei rifiuti ma noi, nonostante tutto, abbiamo retto».

E la Raggi? Il suo avvocato ora annuncia querela contro Bagnacani: «Attendiamo – dice l’avvocato Emiliano Fasulo, legale del sindaco di Roma, Virginia Raggi – di leggere l’esposto presentato dall’ex-ad di Ama, Bagnacani, per valutare se ci sono profili penali, come ad esempio la calunnia o la diffamazione, da parte dell’autore della denuncia».

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