Alan Kurdi a ridosso di Malta. Ha rifiutato l’offerta della Spagna: troppo lontano

domenica 7 aprile 14:13 - di Paolo Lami
La nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea Eye

Al quinto giorno di navigazione, dopo aver recuperato 64 clandestini a ridosso delle coste libiche e aver tentato, senza riuscirci, di scaricarli in Italia cercando di penetrare nelle acque territoriali italiane intorno a Lampedusa, la nave Alan Kurdi, battente bandiera tedesca, di proprietà di un armatore tedesco, pilotata da un comandante tedesco e utilizzata dalla Ong tedesca Sea Eye si è avvicinata a Malta e ha scarrocciato lentamente tutta la notte a meno di un nodo, con i motori al minimo, verso sud. Prima di puntare, la mattina, verso le acque territoriali maltesi.

L’equipagLa traccia notturna della Alan Kurdi in prossimità delle acque territoriali maltesigio della Alan Kurdi e la stessa Ong Sea Eye sono consapevoli di aver tirato troppo la famosa corda con il proprio gesto di ribellione creando problemi anche alle altre Ong che incrociano nel Mediterraneo.

I terzo-buonisti della Alan Kurdi erano proprio di fronte alle coste libiche di Zuara, all’interno della Search and Rescue libica, a pochissimi chilometri dai porti sicuri della Tunisia quando sono andati a prendere i clandestini sul gommone preparato appositamente per loro dagli scafisti libici.

Avrebbero poturo sbarcare quei clandestini nei porti sicuri tunisini che si trovano a trenta miglia di distanza, circa 60 chilometri – 4 ore di navigazione tranquillariparati sottocosta.
E, invece, hanno voluto forzare la mano all’Italia con una spericolata manovra tutta ideologica affrontando 160 miglia nel Mediterraneo, in mare aperto, ben sapendo che il meteo era inclemente ed era in arrivo un mare formato, per puntare verso Lampedusa ricattando il nostro Paese con i piagnistei buonisti e terzomondisti.

Quel 3 aprile il bollettino Meteomar dava sul Mar Libico mare “mosso” con venti provenienti da “nord 2 con temporanei rinforzi da nordest” cioè proprio la direzione verso cui, in maniera del tutto illogica, il comandante tedesco della Alan Kurdi ha deciso di puntare la prua spingendo i motori in direzione di Lampedusa, distante 24 ore di navigazione, contrariamente a quanto avrebbe fatto qualsiasi navigatore di buon senso che si sarebbe, invece, tenuto prudentemente sottocosta e, anzi, avrebbe riparato nel porto più vicino piuttosto che affrontare il Mediterraneo aperto con vento contrario e in rinforzo. E già si preannunciavano burrasche nel Mediterraneo che avrebbero dovuto sconsigliare di avventurarsi e ritrovarsi in mare aperto e in burrasca. Come, poi, effettivamente è avvenuto.

E ora, dopo aver sfidato il Mediterraneo in burrasca per sfidare il ministro dell’Interno Salvini e l’Italia, l’equipaggio della Alan Kurdi attende melanconico di fronte a Malta che gli eventi diano loro la soluzione.

La nave Alan Kurdi fra Lampedusa e Malta
Su Twitter Sea Eye scrive con aria mesta: “Quinto giorno a #AlanKurdi. Il tempo sta diventando duro. Speriamo che le menti politiche si calmino rapidamente per fare ciò che è umano. Proteggi la vita umana”.

Dopodiché la Spagna si è offerta ora loro di accogliere l’Alan Kurdi. Ma dalla Ong Sea Eye hanno rifiutato: troppa strada da fare.
Quando si trattava di fare 160 miglia nautiche con il maltempo in arrivo sul Mediterraneo puntando la prua sulle acque territoriali italiane non c’era problema. Ma ora che la sceneggiata non ha avuto effetto…

Proprio Malta, dove ha sede la famosa Moas, la Migrant Offshore Aid Station , l’Ong finanziata dall’Open Society di George Soros, per ora li tiene alla larga. Ma non è escluso che nelle prossime ore si faccia carico dell’ennesimo pacco-regalo delle Ong.
Dalla Sea Eye, dopo le sbruffonate contro l’Italia, ora supplicano il premier maltese: “Per favore Mr. Joseph Muscat, ci aiuti…”.

Commenti

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  • Mauro Collavini 9 aprile 2019

    Fate quello che volete l’importante è che stiate lontani dall’Italia.

  • ANTONIO 8 aprile 2019

    ENNESIMO ATTO DI SFIDA ALL’ITALIA MA QUESTA VOLTA SALVINI HA MOSTRATO DI AVERE LE CONTROPALLE VIETANDO L’ATTRACCO DELLA ONG. MI DOMANDO SOLO UNA COSA… LA GERMANIA CHE FA IN UNA SITUAZIONE SIMILE?

  • eddie.adofol 8 aprile 2019

    FATELI SBARCARE E ARRESTATELI TUTTI E POI MANDATE IL CONTO ALL’ARMATORE TEDESCO CHE SI DEVE INCARICARE DI DISTRUGGERE QUESTA BAGNAROLA CHE SALVA I ROTTAMI UMANI CHE I STATI AFRICANI NON VOGLIONO PIU’. ” FORZA SALVINI SEI UNICO ” !!!!!!!!!!

  • Giuseppe Tolu 8 aprile 2019

    In Spagna la quota pro migrante alle varie coop credo sia molto più bassa rispetto a quella italiana.

  • contetadino 7 aprile 2019

    Rimangano a Malta, il problema dov’e’?

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