“Aiuto, sono solo…”. Le strazianti urla dell’anziano di Manduria: come lo hanno massacrato a colpi di bastone (video)

martedì 30 aprile 14:25 - di Milena De Sanctis

«Dopo aver sfondato la porta dell’abitazione, aggredivano Stano svuotandogli addosso due bottiglie di acqua che ormai vuote venivano lanciate contro l’uomo». È una delle scene dei raid avvenuti in casa di Antonio Cosimo Stano, il sessantaseienne di Manduria, morto il 23 aprile scorso dopo 18 giorni di agonia. Dall’ordinanza di fermo scattata questa mattina nei confronti di otto ragazzi, sei minorenni, della “Comitiva degli Orfanelli” di Manduria, accusati di tortura e sequestro di persona, emergono particolari terribili, che raccontano delle violenze e delle umiliazioni subite da Stano, tutte documentate nei video girati nelle chat e visti, così ha detto il procuratore, da quasi tutta Manduria. Violenze su cui i componenti della baby gang aggiornavano gli assenti: «Mba, oggi assai mazzati è pijatu», dicevano. «Accerchiandolo e costringendolo in un angolo – è un altro passaggio dell’ordinanza – lo colpivano violentemente su tutto il corpo con mazze, bastoni e scope mentre l’uomo cercava di proteggersi il volto con le braccia e urlava chiedendo disperatamente aiuto».

Manduria, anziano massacrato: parla il procuratore

«Sono rimasti sordi alle invocazioni di aiuto del povero Stano che ha disperatamente cercato di difendersi pronunciando continuamente le parole “polizia” e “carabinieri”. Parole che fanno accapponare la pelle. Ma loro sono rimasti indifferenti e hanno proseguito l’incursione». È quanto ha poi affermato il procuratore della repubblica del tribunale di Taranto Carlo Maria Capristo in conferenza stampa dopo gli otto fermi. Oltre a loro ci sono altri sei indagati. I giovani arrestati sono a loro volta indagati per omicidio preterintenzionale, anche se questo reato non è stato configurato nel provvedimento cautelare adottato oggi. «Emerge dal primo esame del materiale – ha poi continuato  – un uso distorto del web che questi ragazzi utilizzavano per esaltare, diffondere e condividere le loro nefandezze. La visione del video e l’ascolto dei file audio evidenziano come la crudeltà e la violenza si autoalimentassero e aumentassero in modo esponenziale laddove le nefandezze venivano diffuse nel web: non solo nelle chat di cui facevano parte i ragazzi ma anche in quelle di molti cittadini di Manduria».

La procura dei minori: «I video sono terribili»

«Da tempo circolano a Manduria video terribili diffusi a tutta la cittadinanza», ha poi detto il capo della Procura dei minorenni di Taranto, Pina Montanaro. Da quanto è emerso dalle indagini, ha subito, come emerge da file video e audio, numerosi episodi di aggressione nella sua abitazione e
nella strada adiacente da parte di un gruppo di giovani bulli. Si tratta di «atti che – ha spiegato il procuratore Montanaro – hanno assunto nel tempo un carattere di pseudo abitualità. Parliamo di
percosse, strattonamenti, aggressioni, calci, pugni, sputi e offese».

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