A Roma i Cinquestelle fanno quadrato intorno alla Raggi contro il Viminale. E a rimetterci sono i romani

domenica 14 aprile 17:53 - di Redazione

«Mi domando perché a pagare per l’incapacità di sindaci e amministratori locali debbano essere 60 milioni di italiani. Chi sbaglia paga, a Roma come altrove». Con questa dichiarazione rilasciata questa mattina dal segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di una manifestazione del partito nel Lazio, è cominciato il secondo round tra il ministro dell’Interno e la sindaca pentastellata Virginia Raggi. Dopo il botta e risposta di ieri, il vicepremier del Carroccio ha sferrato un’altra stoccata alla prima cittadina di Roma, a cui a stretto giro ha anche ricordato che «bisogna avere le spalle larghe: se si vuole fare il sindaco o il ministro, o l’assessore, si deve capire cosa si è in grado di fare. Ieri – ha aggiunto poi pungente Salvini – c’è stata la gara di Formula E… probabilmente quello è stato l’unico momento in cui le macchine giravano per Roma senza fermarsi»…

Salvini vs Raggi, secondo round: non può essere un ministro a togliere la spazzatura dalle strade

Non solo: non pago di quanto già recriminato ieri alla sindaca romana, a cui Salvini ha addebitato il conto salato di un città caotica e sporca, il  titolare del Viminale ha anche detto che «non occorre uno scienziato per portare via la mondezza, svuotare i cestini, evitare i gabbiani stile avvoltoi. Io – ha quindi continuato – ho invitato la gente a votare la Raggi, ma ora quando la gente mi vede dice: fate presto». e sì che non è nemmeno una questione di tempo: la sindaca raggi, infatti, può contare ancora, incredibilmente, sull’appoggio dei suoi colleghi di movimento che le consente di rimanere salda al vertice del campidoglio, anche se quella sua poltrona ha scricchiolato dal minuto dopo il suo insediamento. Non solo, lo stesso Salvini in questo secondo round che non sempre risparmiare colpi sotto la cintura, ha ricordato di aver messo a disposizione della prima cittadina della capitale «tutti i poteri che può mettere a disposizione un ministro dell’Interno per dislocare sul territorio poliziotti, accendere telecamere, sgomberare palazzi occupati da anni, abbattere le ville dei Casamonica. Però non può essere il ministro dell’Interno a togliere dalle strade la “monnezza” che ormai sta seppellendo Roma, non posso essere io a far ripartire le metropolitane ferme, a far viaggiare gli autobus puntuali, a sistemare le strade, a pulire i tombini. Ci vuole un’enorme operazione di amore per Roma, però amore non necessariamente fa rima con soldi».

La replica risentita del M5S: certe polemiche lasciamole al Pd…

E come se non bastasse, riguardo ad ulteriori aiuti, stavolta di tipo economico, menzionati in quest’ultima stoccata, Salvini ha ribadito quanto già sottolineato ieri, e cioè che «se qualcuno pensa di fare omaggi a Roma, quando ci sono centinaia di Comuni in difficoltà, allora o tutti o nessuno. Qui serve una amministrazione comunale pronta, sveglia e presente». Parole che, come è facilmente prevedibile, hanno scatenato la reazione risentita del Movimento Cinque Stelle: «Non comprendiamo le polemiche di queste ore da parte della Lega sul superamento della gestione commissariale del debito storico di Roma. Certe polemiche prive di senso lasciamole al Pd e a chi ha mal governato in passato la Capitale, lasciando in eredità una situazione disastrosa a cui l’amministrazione Raggi sta ponendo rimedio in modo egregio». Un rimedio di cui gli italiani non hanno ancora contezza, però, e per il quale stanno pagando un caro prezzo in termini di sicurezza e vivibilità…

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