A Notre Dame il dolore del mondo libero. Sperando che non si tratti di terrore

martedì 16 aprile 6:00 - di Francesco Storace

Non ci sono vittime, ma pare l’11 settembre. Quelle fiamme da Notre Dame atterriscono il mondo, trasmettono inquietudine, seminano dolore ovunque. Perché con il fuoco va in pezzi una parte di Europa, quella delle cattedrali che uniscono gli Urali a Lisbona. È la Cristianita’ che viene ferita al cuore.

Nelle prossime ore se ne capirà qualcosa, che cosa può essere successo, e voglia Iddio che non ci sia stato lo zampino di qualche delinquente.

La devastazione globale

Ma con la Cattedrale di Parigi brucia la speranza di vedere rimanere illesi i monumenti e i luoghi della preghiera dalla devastazione globale. Che ormai colpisce tutto.

Se fossimo stati presenti lì ieri e non nei giorni del turismo, anche noi avremmo versato lacrime amare, perché questo tempo crudele ci espone a tragedie che nessuno potrebbe mai aspettarsi. Avremmo incoraggiato quei pompieri che restano la grande risorsa nei momenti dei disastri che colpiscono i nostri cuori.

Ma non basta, perché impietrisce una frase del procuratore di Parigi. “Nessuna ipotesi può essere esclusa”. Anche quella che non vorremmo possibile. E se fosse terrorismo? “E’ troppo presto per ipotizzare cause”.

Nella settimana Santa…

“Muore una parte di noi”, dice il presidente Macron ed è assolutamente vero. Perché siamo tutti atterriti dall’accaduto. Ed è per questo che il dubbio è atroce. Quell’opera ha resistito secoli, a guerre, ma crolla nella settimana di Pasqua. Nostro Signore, aiutaci a sperare che non siano stati i maledetti uomini del terrore.

Nella nostra mente il rifiuto di credere alla profezia di Nostradamus; o almeno vogliamo scacciarne il pensiero, collegato al terzo conflitto mondiale. Ma quelle immagini sembrano impossibili da ricondurre alla fatalità, all’errore. Si piange per un monumento che crolla e pare incredibile. Non c’è lutto, ma è tragedia comunque, anche perché si teme il sangue di domani.

Vorremmo essere certi che nessuno abbia ordito la distruzione della Cattedrale di Notre Dame. Non è genericamente una Chiesa che ha preso fuoco, ma tra le fiamme è l’umanità intera a perdere un pezzo  di storia e cultura.

Mille anni distrutti in pochi minuti

Sono mille anni distrutti in pochi minuti, ecco che cosa è successo a Parigi.

In questi momenti cessa doverosamente ogni polemica con una Francia che a volte e sempre più spesso troviamo arcigna e malevola nei nostri confronti, perché è la storia a riportarci al dovere della solidarietà. Non è “roba francese”, ma qualcosa di tutti noi, in qualunque parte del mondo, che arde in quel maledetto fuoco che ci ha assalito così, in maniera davvero imprevedibile, se non dalla profezia di Nostradamus…

Guardiamo convulsamente le agenzie che sfornano reazioni da tutti gli angoli dell’Occidente e anche oltre. E stiamo sempre con la preoccupazione che qualcuno si permetta di rivendicare quella distruzione. E apprendiamo che gruppi jihadisti esultano per il rogo. Vogliamo sperare che si sia trattato di una tragedia dovuta ad errori umani, qualcosa che non ha funzionato, anche se è terribile dover pensare persino all’incuria. Osiamo pensare al peggio. Sì, saremo strani e malfidati, ma il tarlo di un’azione sabotatrice non ci lascia la testa. Preghiamo Dio che non sia accaduto persino questo: sarebbe l’ennesimo insopportabile oltraggio.

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