25 aprile, l’Anpi a Viterbo fa infuriare i militari che lasciano la piazza. Meloni: divise umiliate, vergogna!

sabato 27 aprile 10:36 - di Redazione

”Inaccettabile quanto accaduto a Viterbo, dove il presidente locale dell’Anpi attacca le forze armate durante il suo discorso alla cerimonia del 25 aprile, facendo abbandonare la piazza ai militari presenti. Bene ha fatto il generale di Brigata Paolo Riccò a far rientrare il picchetto d’onore. I nostri soldati non meritano di essere umiliati. Vergogna”. Lo ha scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni facendo riferimento a quanto accaduto a Viterbo durante le celebrazioni del 25 aprile. Il presidente dell’Anpi durante il suo discorso ha prima attaccato la Lega, poi ha fatto riferimento al caso Ruby-Berlusconi quindi ha attaccato l’esercito italiano per i crimini di guerra e ha criticato la missione militare italiana in Afghanistan sostenendo che i soldati impegnati in quella missione avrebbero ucciso più civili che talebani. E’ stato a questo punto che il generale di brigata Paolo Riccò ha salutato il sindaco e il questore allontanandosi dal luogo della cerimonia, seguito dai militari presenti. Il Cocer Interforze ha chiesto un’immediata presa di posizione del ministro della Difesa contro episodi e comportamenti che hanno messo in imbarazzo gli uomini e le donne in uniforme.

La versione del presidente Anpi

La versione di Giorgia Meloni viene duramente contestata dal presidente dell’Anpi Viterbo Enrico Mezzetti: “La vergogna – ha replicato – è di questi fascisti che non sanno di cosa stanno parlando. Questa signora, che va in giro e che viene pagata da noi, mi dovrebbe dire quali sarebbero le frasi che io ho usato. L’ha letto il mio intervento? Sa che cosa ho scritto?”. Mezzetti nega di avere offeso l’esercito e diffonde la bozza scritta del suo intervento il 25 aprile. Vi si legge che le forze internazionali in Afghanistan hanno “ucciso più civili dei Talebani”  per poi concludere: “Queste stragi ci rendono più sicuri o oggetto di maggiore odio e quindi più esposti? Quanti arabi, quanti musulmani (compresi vecchi, donne, bambini, civili) noi occidente stiamo massacrando ogni giorno? Chi è il terrorista?
D’accordo sulla condanna del clochard marocchino, che per il ministro della paura costituisce un perfetto antagonista, ma siamo in grado di comprendere i pericoli a cui certa politica di odio, di razzismo alimentata in Italia, e certa politica internazionale di aggressione, di massacri indiscriminati sui civili ci espone?”. Insomma un bel comizio politico, con toni degni dell’internazionalismo pacifista dei centri sociali. Non per niente i militari controreplicano: “Ha parlato di tutto meno che della lotta partigiana”.

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