Vent’anni fa la guerra “umanitaria” alla Serbia: fu l’inizio del globalismo a mano armata

domenica 24 marzo 19:02 - di Aldo Di Lello

Esattamente venti anni fa, il 24 marzo del 1999, cominciava la guerra più assurda che sia mai stata combattuta  in Europa: l’intervento “umanitario” della Nato contro la Serbia di Milosevic. In realtà, non fu una vera e propria guerra, ma un bombardamento a tappeto del Paese balcanico durato due mesi e mezzo e compiuto dalla soverchiante forza militare della Nato. Non una guerra, ma un vero tiro a segno che distrusse l’economia serba e ne umiliò il popolo.

L’intervento del ’99 nei Balcani fu assurdo anche e soprattutto per un altro motivo: l’affermazione di un ossimoro che nascondeva  una manipolazione ideologica. Parliamo dell’ossimoro della “guerra umanitaria”, un vero e proprio insulto sia alla logica sia  alla lingua.

In realtà, gli Usa, allora pervasi dall’ideologia liberal del presidente Bill Clinton, volevano ottenere ben altri risultati rispetto a quello dichiarato ufficialmente: salvare i kosovari dalla “pulizia etnica” di Milosevic. Volevano innanzi tutto normalizzare i Balcani abbattendo definitivamente ogni influenza russa (il legame tra Mosca e Belgrado era un legame storico). Volevano poi ottenere il controllo definitivo su un’area strategica per i flussi energetici e per le vie commerciali.  Volevano anche imporre la Pax americana all’Europa, che doveva servire gli interessi strategici dell’alleato d’oltre Atlantico.

Gli interessi americani coincidevano allora con gli interessi del nuovo potere globale in piena espansione. E non si trattata di interessi rozzamente economici, ma di interessi più sofisticati, di interessi ideologici. Questo nuovo potere  non tollerava la sopravvivenza di barriere e frontiere né tollerava la sovranità degli Stati nazionali. Con la guerra alla Serbia si dimostrò, da un lato, che gli Stati nazionali  dovevano essere sottoposti all’ideologia cosmopolitica dei diritti umani e che, dall’altro la globalizzazione poteva contare sulla soverchiante potenza militare delle potenze “buone” dell’Occidente. Vale la pena in proposito di ricordare che alla fine degli anni Novanta, quella della sinistra liberal, appariva come la formula politica vincente in Occidente: negli Usa c’era Clinton, in Gran Bretagna c’era Tony Blair e in Italia c’era l’Ulivo di Prodi prima e D’Alema poi.

Vent’anni sono  passati da quella  guerra e il mondo è più agitato e più devastato di allora, segno del grande inganno a quel tempo compiuto.

Tutti hanno dimenticato meno che i diretti interessati: i serbi, Un sondaggio ha rivelato che, ancor oggi,  a stragrande maggioranza, non ne vogliono più sapere della Nato.

 

 

 

 

 

 

 

 

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