Venezuela, disperato appello dei residenti italiani ai nostri giornalisti: “Fate sapere la verità”

venerdì 15 marzo 14:52 - di Redazione

Monta l’emergenza Venezuela: appello agli italiani sul sito ItaliachiamaItalia.it di Carlos Gullì, portavoce e addetto stampa del comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia, per provare a sensibilizzare la rete giornalistica italiana su quanto sta accadendo in Venezuela. “Il Comitato di rappresentanza dei venezuelani in Italia supplica i lavoratori del giornalismo e del mondo mediatico radio-televisivo che informino coscientemente sul dramma del Venezuela, mettendo da parte i propri colori politici che, in questo caso, non aiutano ad uscire dalla catastrofe in cui è sprofondato il Paese”. “Il senatore americano Marco Rubio – prosegue Gullì nella nota – ha avvertito che 80 bimbi sono morti nel reparto neonatale di un ospedale paralizzato dal blackout”. “Non è la prima volta che in Venezuela si verificano dei blackout, ma così prolungato ed esteso non si era mai visto”. Il dittatore chavista Nicolas  Maduro ha spento la luce in Venezuela, ha tolto l’energia all’intera nazione, o quasi. Così la popolazione è costretta ad andare avanti senza acqua corrente, senza potere usare i cellulari, mentre di notte, al buio, nelle strade delle diverse città non esiste più la sicurezza e gli unici fari sono quelli delle automobili. Secondo Gullì il regime di Maduro non fa altro che modificare la realtà delle cose a proprio favore: “Il Venezuela ha bisogno del contributo umano e coscienzioso di tutti”, conclude Gullì nella sua lettera. Si è appreso poi che l’80% delle famiglie vive nell’insicurezza alimentare. Il 12% dei bambini sotto i 5 anni è gravemente malnutrito. Il consumo alimentare si è dimezzato, così come il Pil. L’inflazione ha raggiunto quota 1.698.488% ed il tasso di disoccupazione il 27%. L’operatività dei sistemi sanitario e scolastico si è ridotta rispettivamente del 60% e del 70%. È il quadro drammatico che emerge dal Rapporto Sfide 2019, pubblicato nei giorni scorsi da Caritas Venezuela. I bambini costituiscono la prima vittima di questa grave crisi, a causa della quale le condizioni della popolazione venezuelana sono costantemente peggiorate a partire dal 2016 e soprattutto negli ultimi mesi. “L’emergenza più grave è rappresentata dai bambini con età inferiore a 5 anni – riferisce Janeth Marquez, direttore esecutivo di Caritas Venezuela, incontrando a Caracas una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre guidata dal direttore Alessandro Monteduro – Il 12% di loro è gravemente malnutrito e in alcune aree la percentuale sale anche al 18%”. Le ultime statistiche disponibili mostrano un aumento della mortalità infantile del 33% tra il 2015 e il 2016. La crisi alimentare ha raggiunto proporzioni inimmaginabili. “Mancano i beni di prima necessità e quando si trovano non c’è il denaro per comprarli”, dichiara ad Acs il cardinale Baltazar Porras, presidente di Caritas Venezuela, arcivescovo di Mérida ed amministratore apostolico di Caracas. La fortissima inflazione diminuisce ogni giorno il valore degli stipendi. “Con un salario minimo mensile si riescono a comprare soltanto 12-15 uova”, nota il porporato. La retribuzione minima – circa 18mila bolivares – equivale infatti ad appena 5,4 dollari al mese, con un potere di acquisto di appena il 4,3% dei generi alimentari necessari ad una famiglia ogni mese. In pratica, si afferma nel Dossier Caritas, un nucleo familiare avrebbe bisogno di 23 stipendi per coprire il minimo fabbisogno mensile di cibo.

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