Una storia nuova, Italia sempre più a destra. Bardi conquista la Basilicata

lunedì 25 marzo 7:11 - di Francesco Storace

Dalla Basilicata l’ennesima conferma: l’Italia va sempre più a destra. Vito Bardi, già vicecomandante generale della Guardia di Finanza, aggiunge la medaglia di governatore della Lucania al suo prestigioso carnet. E siamo felici per il trionfo di una persona perbene dopo gli scandali della giunta Pittella. Una bella nuova storia.

I voti dei partiti

Si vince con il quasi 20 per cento della Lega, con Forza Italia che si ferma al 9, Fratelli d’Italia che sale ancora, a un passo dal 6 per cento, e le buone performance delle altre liste – Idea e la civica del presidente – attorno al 4 per cento ciascuna.

Ma è di questo neogovernatore che dobbiamo parlare, perché si afferma un’opzione politica seria, pulita, e senza bisogno di urlare. 

Abbiamo conosciuto Vito Bardi – e poi apprezzato con un rapporto di rispettosa consuetudine – qualche mese fa grazie a un fraterno amico comune. E fu facile considerarlo come la persona giusta dopo lo scandalo esploso in nella Basilicata rossa, per una svolta storica in una regione dominata da decenni dalla sinistra.

Ci permettemmo qualche  discreto passo con chi conta nel Centrodestra, in tutte e tre le principali forze politiche. Qualcuno recalcitrava, ma alla fine la scelta doveva cadere sull’offerta piu ghiotta, aldilà delle aspettative della dirigenza territoriale dei partiti.

Crollano la sinistra e i grillini

Con la designazione ufficiale, fummo certi della vittoria ben prima di scoprire le gaffe del candidato della sinistra, Trerotola. Con questa sinistra – la coalizione non ha alcuna lista che riesca ad arrivare al 10 per cento – Bardi ha rappresentato l’unica alternativa possibile, credibile, autorevole alla crisi morale della regione. E non è casuale che la prima parola pronunciata dal nuovo presidente sia stata “lavoro”. Che è un diritto e non un favore concesso dal politicante di turno. Nicola Zingaretti torna ora sulla terra e capisce che i voti veri sono cosa assai diversa dalle elezioni primarie del Pd, ridotto ai minimi termini in queste regionali. La fatica della ricostruzione che lo aspetta sarà enorme e davvero non si capisce come farà a tenere il timone del Lazio.

Il meritato crollo grillino ha fatto il resto, con i Cinquestelle precipitati alla soglia del 20 per cento e la solita litania sulle troppe liste altrui: ormai perdono anche se corrono da soli. Un anno fa in Basilicata presero il 44 per cento. Devono solo fare mea culpa.

Ora, auguri e di cuore ad una regione che ha il diritto di credere nella speranza di riscatto dopo troppe mortificazioni. Adesso la Basilicata è nelle mani di una guida forte, che conosce l’arte del comando, che è essenziale in una terra dove occorre governare senza cedere alle tentazioni che solo il potere sa offrire agli uomini deboli. Bardi faccia capire subito chi è che detta le regole del gioco, metta in campo una politica capace di non farsi bloccare da una burocrazia bloccata da troppi anni di pesante ingerenza rossa, metta l’impresa nella condizione di investire risorse.

Sembra un sogno, ma anche questa regione ha voltato le spalle alla sinistra. Lo sta facendo tutta Italia. Non c’e bisogno degli scappati di casa grillini per battere Pd e compagnia disperata.

Commenti

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  • giovanni vuolo 25 marzo 2019

    Sento esultanze surreali dalla sinistra per l’effetto Zingaretti. Be’, io direi che dovrebbero ringraziare Di Maio per i risibili miglioramenti. E’ infatti certo che i voti persi dai grillini da qualche parte devono pur confluire. Anzi, a ben guardare, l’effetto Zingaretti è da ritenersi un vero disastro, se a fronte di una cotanta emorragia di voti fuoriusciti dai 5 stelle, il PD ne intercetta solo lo zero virgola qualcosa.

  • Giuseppe Tolu 25 marzo 2019

    Molto bene, scommettiamo che la sinistra farà festa in piazza perché nonostante la sconfitta ha guadagnato qualche voto in due o tre seggi?

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