Uccise la compagna per “tempesta emotiva”: tenta il suicidio in carcere. È in gravi condizioni

sabato 9 marzo 10:39 - di Fortunata Cerri

Uccise la compagna: ha tentato il suicidio in carcere. Michele Castaldo, l’uomo di 57 anni, reo confesso dell’omicidio della ex compagna Olga Matei è ora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Ferrara. Il suo caso aveva fatto discutere proprio qualche giorno fa, a causa della decisione della Corte d’Assise d’Appello di dimezzare la condanna inflitta in primo grado. Nella sentenza, la Corte ha concesso le attenuanti generiche anche perché l’uomo sarebbe stato in preda a una “tempesta emotiva” data dalla gelosia. Dalla condanna di 30 anni (ergastolo ridotto per il rito abbreviato) ricevuta in primo grado, nonostante sia stata riconosciuta l’aggravante di motivi abietti e futili, i giudici sono scesi a 16 anni concedendo le attenuanti generiche.

L’omicidio di Olga Mattei

L’omicidio risale al 5 marzo 2016. Castaldo strangolò la donna a mani nude in casa sua, a Riccione, nel corso di un litigio. Poi lui stesso confessò quanto aveva fatto: «Ho perso la testa perché lei non voleva più stare con me. Le ho detto che lei doveva essere mia e di nessun altro. L’ho stretta al collo e l’ho strangolata». Una volta tornato a casa, Castaldo tentò di farla finita una prima volta con alcol e farmaci. Dopo lo sconto di pena in appello, la Procura generale di Bologna ha già annunciato ricorso in Cassazione.

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