Tap, il “mea culpa” di Fico: «Il M5S ha sbagliato. Era tardi per intervenire»

sabato 16 marzo 16:55 - di Marzio Dalla Casta

Per un Luigi Di Maio costretto dal ruolo a duellare su tutti i fronti con Matteo Salvini, c’è un Roberto Fico che dall’alto della carica di presidente della Camera  può permettersi il lusso di scegliere tempi, temi e tribuna a dispetto dalla contingenza politica di tutti i giorni. Oggi, ad esempio, ha concionato sui massimi sistemi dalle pagine di Repubblica, il giornale-partito che, eclissatasi la stella di Renzi, ritiene ormai maturo il momento per far convolare a giuste nozze il Pd di Zingaretti con il M5S. Vaste programme, direbbe De Gaulle. Che nessuno, tra i pentastellati, potrebbe assecondare meglio di Fico, benecomunista come pochi e perciò tra i più graditi al mainstream culturale.

Intervista di Fico a Repubblica

E Fico, che fesso non è, sta al gioco ben consapevole che il crollo di consensi sta spingendo il M5S a riconsiderare tutte le certezze di cui si è nutrito, a cominciare dal limite di quel doppio mandato che agisce come un nodo scorsoio alla gola di Di Maio impedendogli di reggere la competizione con Salvini. Una volta eliminato, Fico non esiterà a giocarsi le sue carte come leader del MoVimento per riorientarlo a sinistra. E questa è anche la scommessa di Repubblica. Non sorprende perciò che sotto l’intervista campeggi in bella mostra un intervento di Zingaretti. Una paginata all’insegna dell’ecologia. E non poteva che essere così all’indomani del Greta-day. Zingaretti per ribadire il bla-bla-bla del Pd in favore del salvataggio del pianeta, Fico per puntualizzare che l’ambiente «resta la nostra prima stella».

Il giornale-partito lavora all’intesa M5S-Pd

Semplici messaggi a distanza, almeno al momento. Ma che altri indizi autorizzano a ritenere forieri di ulteriori sviluppi. A partire dalle «scuse» rivolte da Fico per la vicenda Tap, il gasdotto transadriatico da realizzare sulle coste pugliesi, e che in passato ha fatto registrare  polemiche a dir poco roventi tra Pd e Cinquestelle. Ma questo era ieri. Oggi, invece, un po’ per convinzione molto per convenienza, Fico recita il mea culpa. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Anche perché, per Di Maio, è un problema un più.

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