Sulla famiglia vacilla il governo: Di Maio e Conte contro Salvini. La Meloni: “Sfigato è che ci insulta” (video)

sabato 30 marzo 20:13 - di Lucio Meo

Fanatici, sfigati, medievali, quella di Verona è una stucchevole speculazione”, attacca Luigi Di Maio. “No, qui c’è il futuro, non gli sfigati, Spadafora pensi alle adozioni, alla famiglia, alle mamme, ai papà, ai figli, pensiamo noi, sono una priorità…”, replica Matteo Salvini, nel giorno della “famiglia che scoppia“, quella di governo, mentre a Verona si celebra quella vera, tradizionale, la famiglia di destra, in un surreale clima di tensione, tra femministe trans, compagni, intellettuali, omosessuali e umanità varia che all’esterno del palazzo della Gran Guardia prova a disturbare l’evento. Sullo sfondo, una giornata di tensioni che fa vacillare il governo, con il leghista nella morsa del duo Di Maio-Salvini.

Salvini al congresso di Verona inizia con una rassicurazione, ma poi non si sottrae al duello con i grillini: “Siamo qua non per togliere i diritti, non si tocca niente a nessuno, non sono in discussione l’aborto, il divorzio, ognuno fa l’amore con chi vuole, va a cena con chi vuole”, ha detto prima di salire sul palco, per poi attaccare il sottosegretario grillino. “Spadafora – ha aggiunto – si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono 30 mila famiglie che aspettano”. E ancora: “Sul tema delle adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio”, parole a cui, a fine serata, risponderà polemicamente il premier Conte: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è ed è sempre stata in capo al ministro della Lega Fontana, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare, altrimenti si fa solo confusione». Uno scontro durissimo, destinato a tenere banco anche domani, nell’ultimo giorno del congresso di Verona, ma anche nelle prossime settimane, fino alle Europee.
Circondato dai fan, che gridano “Matteo Matteo”, a Verona è arrivato determinato, replicando ai fischi e a chi gridava ‘fascista’, mandando baci e sorrisi. Tanta la tensione in piazza, con le forze dell’ordine che cercano di evitare incidenti. “Sono qui – esordisce Salvini sul palco – perché la mia parola vale più delle polemiche inventate senza senso, senza motivo. Stiamo vivendo momento incredibile. E’ incredibile che a qualcuno può dare fastidio la parola papà e la parola mamma. C’è una campagna di stampa – aggiunge – che mi sta facendo vergognare di essere un giornalista”. Poi la frecciata al collega vicepremier Di Maio, che oggi ha parlato di “fanatici” a Verona dopo aver dato degli “sfigati” ai partecipanti: “Lo dico a qualche distratto amico di governo, qui si guarda avanti, non indietro. Qui si prepara il futuro”. “Se è da sfigati” parlare di questi temi, allora “sono orgoglioso di essere sfigato”, aggiunge.

Salvini lancia quindi l’allarme: “Il grande pericolo del 2019 non è il congresso di Verona, ma la subcultura islamica dove la donna vale meno di zero. A casa mia non c’è spazio né cittadinanza per una subcultura del genere, per chi dice che le donne valgono meno dell’uomo. A casa mia la donna ha gli stessi diritti”. Poi una frecciata a Laura Boldrini: “Mi dicono che balla qui fuori, si starà preparando per ‘Ballando sotto le stelle'”.
Tranchant in tema di Ius Soli: “E’ una discussione inutile. Lo Ius Soli non è discussione, nessuna apertura per fare modifiche”.

Ma quello di oggi, secondo e penultimo giorno del congresso mondiale della famiglia, è stato anche il giorno di Giorgia Meloni, unica leader politica donna presente, al termine di una settimana di bugie e insulti. Per le, applausi prima, durante e dopo l’intervento: “Di questo congresso hanno detto di tutto, che vogliamo limitare la libertà delle donne, che le vogliamo tutte a casa a stirare ma mi ci vedete a casa a stirare? Sono l’unica donna segretario di un partito politico in Italia”. “L’aborto – ha continuato – non significa autodeterminazione per la donna, noi invece vogliamo difendere il diritto della donna che si trova costretta ad abortire perché non ha altre alternative, a poter avere altre scelte, scelte che vogliamo garantire. Ecco perché – ha aggiunto -sono impegnata nella difesa delle donne, il reddito di infanzia in cui noi crediamo di più che nel reddito di cittadinanza”.

“Mi hanno attaccato sul piano personale, quello che porto avanti non lo faccio per me stessa ma per l’Italia, se non mi sono sposata – ha sottolineato – non pretendo che lo stato riconosca a me privilegi delle coppie sposate. Rifiuto una società in cui ogni capriccio diventi un diritto, dove non ho nessuna responsabilità ma solo diritti”.

Dopo l’intervento, bilaterale tra la presidente di Fratelli d’Italia e il ministro per gli Affari della Famiglia e della Gioventù dell’Ungheria, Katalin Novak. Al centro del colloquio, le misure del governo Orban su famiglia e natalità e le proposte di Fratelli d’Italia per invertire il trend demografico in Italia e in Europa, tra cui la necessità di inserire il sostegno alla natalità tra le priorità del bilancio comunitario.

Qui una sintesi dell’intervento della Meloni, più in basso l’integrale.

 

 

 

Verona: il mio intervento al Congresso Mondiale delle Famiglie.

Pubblicato da Giorgia Meloni su Sabato 30 marzo 2019

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