Strage nelle moschee, sui caricatori delle armi dei killer “omaggio” a Luca Traini

venerdì 15 marzo 10:59 - di Giorgia Castelli

Sui caricatori delle armi usate per la strage nelle moschee di Christchurch è stato inserito il nome di Luca Traini. Il 28enne di Tolentino, condannato a dodici anni di carcere, il 3 febbraio del 2018 a Macerata sparò a nove nordafricani, ferendone sei. Voleva vendicare la morte di Pamela Mastropietro, la ragazza, drogata, trucidata, smembrata a pezzi e infilata in una valigia da uno spacciatore nigeriano.

Sui caricatori vi erano incisi con inchiostro bianco anche altri nomi, tra i quali quello di Alexandre Bissonette, 29enne che nel 2017 uccise sei persone in una moschea di Quebec City. Tra le scritte, secondo quanto emerge da alcune foto che circolano in rete, c’era anche il nome di Sebastiano Venier, il Doge veneziano che sconfisse i turchi nella battaglia di Lepanto nel 1571. Nonostante avesse allora già settantacinque anni, Venier prese parte in prima persona al combattimento, uccidendo numerosi turchi a colpi di balestra che un aiutante gli ricaricava, poiché le sue braccia non avevano più sufficiente forza.

C’è poi scritto Rotherham: nel 2014 scoppiò lo scandalo di 1.400 bambini abusati, tra il 1997 e il 2013 nella cittadina di Rotherham, nell’Inghilterra del Nord. Tra gli arrestati in gran parte provenivano dalla comunità pachistana del luogo. Compare, inoltre, Shipka Pass: scontro avvenuto in Bulgaria tra l’impero russo e quello ottomano nel 1877. C’è poi Novak Vujosevic, il protagonista della battaglia di Fundina che avvenne nel 1876 a Kuci, in Montenegro, combattuta tra l’esercito cristiano montenegrino e quello ottomano. Infine, viene Vienna 1683: la battaglia di Vienna avvenuta l’11 e il 12 settembre del 1683 concluse l’assedio dell’esercito turco alla capitale austriaca durato due mesi. Nello scontro la coalizione delle forze cristiane (polacchi, austriaci, bavaresi e sassoni) sconfisse l’impero ottomano.

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