Sovranismo reincarnazione del fascismo? È l’ultima ossessione della “Repubblica”

lunedì 25 marzo 20:48 - di Aldo Di Lello

Al tempo della nascita del Polo della Libertà e del centrodestra di governo, Umberto Eco coniò e lanciò la parola “Ur-Fascismo” che stava a designare il fascismo  atavico, primordiale (Ur, appunto, la città più antica, la città dei Sumeri), il fascismo  che non muore mai perché rappresenterebbe  una sorta di tratto antropologico che si manifesta periodicamente (e in varie forme) nella storia della civiltà. Oggi questa idea del fascismo che continuamente si reincarna in  inedite forme la sta riproponendo la Repubblica attraverseo una serie di interventi su queste angosciose domande: «C’è davvero un allarme estremismo nel nostro Paese? E davanti al sovranismo leghista è corretto invocare il fantasma della dittatura?».  Dopo gli interventi di Eugenio Scalfari e dello scrittore Massimo Scurati (l’autore del Figlio del secolo, dedicato alla vita di Mussolini)  oggi è stata la volta di Luciano Canfora, insigne latinista e antifascista a tutto tondo. Il titolo del suo intervento è  un dejavu  che però mantiene intatta la forza d’impatto:«In Italia il fascismo non muore mai».

La perenne richiesta di esorcismi

Ecco, l’antico tema ritorna, l’Ur-Fascismo fa nuovamente sentire il suo richiamo, l’ossessione invincibile turba la coscienza democratica. C’è qualcosa di stupefacente in questa riproposta dell’identico, in questo spavento che afferra periodicamente la gola, in questa perenne invocazione di una “vigilanza”, di un “presidio” , di  un “allarme” per difendere i valori dell’Italia repubblicana. A colpire è la paurosa assenza di originialità, unita alla ripetizione delle stesse frasi, delle stesse formule. Del resto, non si fa così anche con gli esorcismi? Certo, solo che, in questo caso, il demone è all’interno dello stesso esorcista, come se la “tentazione” riguardasse prima di tutto lui. In realtà, è il mondo de la Repubblica, la cui cultura si fonda sull’idea gobettiana del fascismo come “autobiografa della nazione” (cioè del fascismo come espressione delle “tare” italiane) ad avere bisogno di indicare nemici “antropologic” per legittimarsi: dal fascismo al sanfedismo, allo spirito strapaesano dell’odiosa e plebea “Italia alle vongole”   Ciascuno è padrone di seguire le ossessioni che vuole. Però, a furia di  evocare continuamente la città degli antichi Sumeri, si finisce per tenere in vita  il Paese dei Somari. Ed è questo il vero, grande problema italiano.

Commenti

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  • avv. alessandro ballicu 26 marzo 2019

    purtroppo non è cosi, mussolini non sarebbe mai entrato nell’europa e men che mai nell’euro, lui uscirebbe illico et immeditate, perchè era uno statista vero ed un patriota non come questi qui

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