Sovranismo cinese in Europa? Xi Jinping cala l’asso di denari: il suo piano

domenica 24 marzo 12:44 - di Sante Perticaro

Nel 2007 il primo ministro cinese, When Jiabaoo, indicò nello “squilibrio, scoordinamento, instabilità e insostenibilità”, i quattro lati di inciampo che perturbavano l’economia di quel Paese. La sovrapproduzione era – ed è – il fattore dominante. Quindi occorrevano -ed occorrono- grandi spazi di mercato e di progettualità a un modello che tuttora abbisogna di grandi masse di investimenti pubblici per alimentarsi. Detto, fatto.
L’idea forte che quel Paese sta, ora, portando avanti è quella della “Via della Seta”, non tanto per filantropia, ma per far sopravvivere un modello che ha nell’immenso debito totale (che supera di quasi 3 volte il PIL) l’asse portante dello sviluppo. “Primum vivere deinde philosophari” è la logica emergenziale che Xi Jinping dovrà anteporre alle stesse regole del lavoro e al superamento delle diseguaglianze sociali che drammaticamente (1/3 della ricchezza nazionale è in mano all’1% della popolazione) sono ancora persistenti.

Atro che filantropia…

Alla faccia delle idee-base delle dottrine comuniste, la Cina è il Paese-campione del capitalismo onnivoro e sovrano (perché di Stato). In una nazione dove il rapporto forze di lavoro /pensionati è pari a 5 a 1, lo stesso sistema politico è legato alla prestazione economica: che appare l’unica chiave di volta della felicità. Per cui, in una parola, più che scimmiottare le cosiddette “democrazie occidentali” (il che equivarrebbe ad arrendersi al trionfo USA), la Cina vorrebbe solo sviluppare, di questi tempi, i suoi mercati di azione, che – a loro volta- appaiono più che indispensabili per il saldo mantenimento di quella gioia felice.
Gli spazi commerciali che, in Europa, erano già stati aperti (principalmente con la Francia e la Germania, alla faccia degli altri “fratelli”), combinati con il fatto che la politica economica della CE – in realtà- sta impedendo ad altri Paesi (soprattutto a quelli mediterranei) di aprire nuovi spazi di investimento in opere pubbliche, ha spinto Xi Jinping a calare un asso formidabile nella partita a scopone che sta giocando con il resto del mondo.

L’Italia gioca da sola

È questo asso, di denari, ha deciso di gettarlo nel belpaese perché sa bene che questo potrebbe diventare l’ideale “cavallo di Troia” : per entrare in una Europa, obesa e immobile, da taglieggiare senza scrupolo.
Così, a Germania e Francia, si è dissolta la mano bi-sovranista e l’Italia, essendo ora governata da una maggioranza anomala sotto tutti i punti di vista, non si è tirata indietro e, giocando da sola, imprevedibilmente , ha mandato a monte tutto. Questa coppia bi-sovranista, così, dopo di essere  rimasta annichilita e scoperta, tenterà il difficile recupero di uno strapuntino di riserva, al di fuori dalla porta principale -oggi-, con il loro amico fedele -Junker- che fa da maggiordomo. Perché hanno capito che l’Italia, giocando da sola, non sarà mai più affidabile.

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