Siria, nell’ultima intervista Orsetti denunciò il ruolo della Turchia: “Ho visto jihadisti armati con i nostri soldi….”

mercoledì 20 marzo 14:49 - di Antonio Pannullo
Già liberi molti jiadisti

Poi le cose passano nel dimenticatoio, nel tritacarne mediatico che accavalla una notizia sull’altra, cosi che la popolazione scordi le notizie importanti in favore di altre più “attuali”. E allora ci voleva la morte dell’italiano Lorenzo Orsetti per ricordare il ruolo nefasto che ha giocato e sta giocando la Turchia in Siria, e per giunta con i nostri soldi. Quella Turchia che molti volevano far entrare nella Ue. “Ho visto jihadisti armati con i soldi dell’Occidente”, ha dichiarato Orsetti nella sua ultima intervista a Radio onda rossa, denunciando l’invasione delle truppe di Ankara, Paese membro della Nato e considerato alleato fedele dell’Occidente, sul suolo siriano, che è pur sempre uno Stato sovrano. Come è noto, il dittatore Erdogan e la maggioranza dei turchi odiano i curdi, da loro ricambiati, e lo scacchiere siriano è utilizzato dalla Turchia per colpire i loro nemici giurati, e non l’Isis, come invece la Turchia ci vuol far credere. E quei miliardi di euro che due anni fa Erdgoan ci chiese, per non far arrivare i clandestini da noi, sono utilizzati dalla Turchia invece per muovere la guerra ai curdi, i quali a loro volta combattono contro lo Stato islamico, contro il terrorismo, contro l’Isis. E in questo tragico gioco geopolitico la Turchia finisce per fare il gioco dell’Isis, più o meno inconsapevolmente, lasciando liberi i confini per le infiltrazioni terroriste, per le infiltrazioni di armi chimiche degli islamici, attribuite dai media internazionali a Damasco, e insomma lavorando contro l’Occidente per perseguire i propri interessi. Interessi che in questo momento sono quelli di sterminare tutti i curdi combattenti. E insieme a quei curdi, come abbiamo appreso, ci sono anche foreign fighters un po’ di tutte le nazioni ma anche italiani, una decina forse, spinti da romanticismo, da spirito di avventura certo, ma anche dalla convinzione di fare la cosa giusta, di combattere contro un credo cieco e feroce, quello terrorista, che si prefigge di distruggere gli “infedeli”, i “crociati”, come è stato definito Orsetti dall’Isis.

Perché manteniamo una base missilistica italiana in Turchia?

E le cose poi passano nel dimenticatoio: oltre ai miliardi che la Turchia incassa dalla Ue, il governo italiano ci deve ancora spiegare (lo chiedemmo al defunto governo Gentiloni che non rispose mai)  perché manteniamo una missione in Turchia per difendere Ankara da non si sa quale pericolo? Pochi in Italia sanno infatti che da oltre due anni manteniamo in Turchia una batteria missilistica puntata sulla Siria. Con noi ci sono gli spagnoli con i loro patriot, mentre gli italiani hanno i missili Samp/T, gli Aster 30. Siamo schierati sulla frontiera nella missione Active Fence, Barriera attiva. È assolutamente inspiegabile, come abbiamo già ribadito in passato, perché noi dobbiamo difendere uno dei più forti eserciti del mondo, quello turco, che è il più forte della Nato dopo quello statunitense. Soprattutto perché adesso dalla Siria non vengono minacce per i turchi, semmai il contrario, visto che la Turchia ha invaso la Siria, Stato sovrano, per sterminare i curdi. Il tutto nel silenzio di Nato, Ue e Onu. Erdogan in visita a Roma chiese – meglio. ordinò – di rimanere. Il defunto governo del Pd ha sempre tenuto nascosta questa operazione, perché si sa che occhio non vede cuore non duole ma ora questo governo ci deve delle spiegazioni. L’unità missilistica italiana, schierata nella città turca di Kahramanmaras e inserita nell’ambito del sistema di difesa aerea integrata della Nato contro un’eventuale minaccia missilistica proveniente dalla vicina Siria, fu infatti uno dei temi in cima all’agenda dei colloqui a Roma tra il leader turco Recep Tayyip Erdogan, il capo di Stato Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Lo ha sostenuto lo stesso Erdogan parlando poi con i giornalisti turchi che lo avevano accompagnato durante la missione in Italia. Erdogan, scrive il giornale Hurriyet, ha riferito di una richiesta di Ankara per una proroga del mandato. “È stato prolungato. Per noi è molto importante”, si è vantato Erdogan.

Commenti

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  • Giacomo Puliatti 20 marzo 2019

    Spero tanto che la NATO e l’UE aprano bene gli occhi con la Turchia. Volevano entrare in Europa ma, attenzione!, sono musulmani, e questo la dice lunga poi, per completare la torta con la famosa ciliegina, non dobbiamo scordarci la foto postata del dittatore turco
    con quello iraniano e lo zar. Non ho altro da aggiungere!!

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