Sgomberato centro sociale che ospitava 200 migranti. “La pacchia è finita”

martedì 12 marzo 17:15 - di Davide Ventola

«Caserta, un centro sociale di estrema sinistra aveva occupato un edificio all’inizio degli anni Duemila: è stato regolarizzato dalla Regione Campania (anche se la convenzione è scaduta da tempo) e gestiva uno dei progetti Siproimi (ex Sprar) più grandi d’Italia con la benedizione del Comune (giunta di sinistra). Oggi i Carabinieri hanno sequestrato l’edificio, su disposizione della procura di Santa Maria Capua Vetere, per gravi carenze strutturali e per le pessime condizioni igienico sanitarie». Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Ma come? Il centro sociale incassava fior di soldi pubblici per l’assistenza dei “fratelli immigrati” e non ha mai fatto manutenzione? La pacchia è finita!», commenta il ministro.

Il centro sociale sgomberato a Caserta dai carabinieri

Nello Sprar di Caserta al momento alloggiano duecento migranti in 20 appartamenti. Il decreto di sequestro è a firma dei pm Alessandro Di Vico e Anna Ida Capone, della Procura coordinata da Maria Antonietta Troncone. Il provvedimento è stato eseguito d’urgenza per evitare danni alle centinaia di persone che ogni giorno si servono dei locali e si recano agli sportelli. Nei mesi scorsi fu il vicepremier Matteo Salvini a lanciare il primo allarme circa il centro sociale di Caserta, definendolo “abusivo” e tra quelli da sgomberare.

Indagati per una truffa da 7 milioni e mezzo

Gli operatori del centro sociale si dicono «amareggiati» per quanto accaduto. Sette degli operatori del centro sociale sono indagati per associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata con l’accusa d’essersi insinuati nei circuiti dell’assistenza ai migranti per fare affari. Alla base delle indagini, una somma di sette milioni e mezzo di euro per un bando triennale.

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