Salvini rinvia l’autonomia. E Maroni fa la fronda: «Ci vuole una “Forza Nord”»

venerdì 1 marzo 16:08 - di Mario Landolfi

Non angosciano il solo Di Maio le schermaglie intorno alla cosiddetta autonomia rafforzata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Seppure non in eguale intensità, infatti, qualche problemino lo stanno creando anche all’altro vicepremier, Matteo Salvini, che sul tema gioca la sua vera prima partita da leader nazionale. Forse è anche per questo che entrambi si stanno acconciando all’idea di un rinvio. Soluzione che ai leghisti viene spiegata da Salvini con la necessità di tenuta della coalizione («devo aiutare Di Maio: sull’autonomia non ce la fa a tenere i suoi»), ma che in realtà consente anche al Capitano di giocare la partita delle elezioni europee al riparo dall’accusa di un “nordismo” di ritorno.

Salvini in soccorso di Di Maio: aspettiamo le Europee

Ma l’effetto taumaturgico del rinvio rischia di rivelarsi un’illusione. Può funzionare verso gli elettori del Mezzogiorno, molto meno tra quelli della parte “alta” del Paese. Prova ne sia l’intervista a Repubblica in cui Roberto Maroni ha esplicitamente auspicato di una “Forza Nord” in grado di sostituire la nuova Lega nel ruolo di “sindacato” politica dell’Italia settentrionale. Una sortita, quella di Maroni, che può essere letta anche come un avvertimento a Salvini, ormai irreversibilmente lanciato sul progetto el partito nazionale.

Il capogruppo leghista replica a Maroni: «Siamo ancora il partito del Nord»

Interpretazione, questa, avvalorata dalle parole con cui il capogruppo leghista a Montecitorio, Riccardo Molinari, ha tentato di esorcizzare la sortita di Maroni: «È vero – ha detto – che Salvini ha tolto la parola “nord” dal partito, siamo solo Lega, ma ora siamo pure il partito che al Nord è – secondo i sondaggi – sopra il 40 per cento, di certo il primo partito. Mi pare quindi che rappresentiamo bene quelle regioni». Tutto vero, ma non è per caso che, a riprova delle sue affermazioni Molinari abbia invocato il progetto dell’autonomia rafforzata del Nord: «Una riforma che può diventare realtà grazie al lavoro fatto dallo stesso Maroni in Lombardia e Zaia in Veneto, sotto la guida di Salvini». Semplice a dirsi, complicato a farsi.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • MICHELE RICCIARDI 2 marzo 2019

    2 Marzo 2019 — In Italia le cose vanno male, e in maniera molto pericolosa. E siccome queste opposizioni non sono per niente all altezza della situazione e queste televisioni preferiscono l’esistente, fingendo di combatterlo, io farei un appello alle Forze Armate e dell ordine, in forza di questo: esiste un limite oltre il quale la obbedienza ai patti e ai giuramenti, cessa di essere un dovere. – Naturalmente prima con discrezione e poi, se le cose non cambiano, passare alla forza. – A quando, quì comanda chi ha ragione; oppure fare la cosa giusta sempre, anche se è la più difficile? Basta con questa destra e con questa sinistra, siamo patetici! E se ci sono idee migliori della mia, evviva! Perchè non tentare di salvare il paese, se c è chi sostiene sia ancora possibile.

  • In evidenza

    contatore di accessi