Roma: colpito da un pugno a Largo Preneste, sbatte la testa. È in pericolo di vita

lunedì 18 marzo 10:34 - di Paolo Sturaro

Un’aggressione improvvisa. Il dramma in strada a Roma. La corsa contro il tempo per salvare la vita a un 55enne. Tutto è avvenuto a Largo Preneste, una zona molto frequentata della Capitale. Un uomo è stato colpito da un pugno in pieno volto, forse dopo un litigio. È caduto a terra e ha sbattuto violentemente la nuca. Il 55enne, italiano, è stato soccorso in gravissime condizioni e trasportato con l’autombulanza al pronto soccorso dell’ospedale Vannini. Poi è stato trasferito in codice rosso all’ospedale San Giovanni per un intervento chirurgico. È accaduto in piena serata, intorno alle 20, un orario a Largo Preneste e nelle vie circostanti ci sono molte persone, in particolare nei festivi.

Aggressione a Largo Preneste,
riflettori puntati su un giovane

Subito si è capito che la situazione era grave. Il ferito è infatti ricoverato in prognosi riservata, in pericolo di vita. Sul caso stanno indagando i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione di Roma Torpignattara e del Nucleo operativo della compagnia di Roma Casilina. Dai primi accertamenti, sembra che l’aggredito, poco prima, stesse parlando con alcuni giovani. Uno di questi, improvvisamente si sarebbe scagliato contro il 55enne, colpendolo al volto con un pugno e facendolo cadere a terra. Un sopralluogo è stato svolto dai carabinieri della sezione Rilievi del nucleo investigativo di via in Selci.

Chi è la vittima dell’aggressione

La vittima è di origine abruzzese. Diplomato all’Accademia delle Belle Arti, è stato visto da alcuni testimoni nella piazza dove si recava frequentemente. La dinamica è ancora da accertare: le telecamere di sorveglianza aiuteranno a individuare i responsabili, mentre non si conosce il movente dell’aggressione. Incensurato, celibe e senza figli, l’uomo è un artista apprezzato che nella Capitale lavora ed espone le proprie opere. I carabinieri, che continuano ad ascoltare quanti ieri sera erano lì, escludono al momento l’aggressione omofoba.

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