Ragusa, 17enne marocchino terrorizzava e colpiva i bambini: minacce, furti e rapine

sabato 9 marzo 11:18 - di Gianluca Corrente

Era il terrore dei bambini della zona. Prima gli atti di bullismo, poi estorsioni e rapine. Una vera e propria escalation criminale. La squadra mobile di Ragusa ha fermato un 17enne marocchino . Le prime segnalazioni erano arrivate in forma anonima. Poi gli investigatori della polizia hanno vinto la paura delle vittime e a hanno abbattuto il muro di omertà. Hanno ricostruito una serie di episodi che avevano coinvolto ragazzini tra gli 11 ai 16 anni da ottobre scorso a oggi.

Prima gli atti di bullismo,
poi i primi reati

Terrorizzati e colpiti. «Il 17enne ha iniziato con atti di bullismo, richieste di utilizzo del cellulare, favori di diverso tipo. Fatti che costituivano soprusi ma non reati», spiegano dalla Squadra mobile. Poi i primi reati. A ottobre e novembre ha minacciato alcuni ragazzini per farsi consegnare somme di denaro. A novembre ha costretto un’altra vittima a tenere un comportamento che il piccolo non voleva mettere in atto. In un’altra occasione si è fatto consegnare da un ragazzino quasi 1.500 euro che il piccolo aveva sottratto alla madre. Ha poi rubato un cellulare mentre si trovava sotto carica a casa di un amico comune senza temere la presenza di altri testimoni. E per restituirlo ha chiesto 50 euro.

I giovanissimi di Ragusa
tacevano per paura

«I ragazzini, come spesso accade – dicono gli investigatori si Ragusa – anziché allontanare il bullo e richiedere subito l’intervento dei genitori e della Polizia di Stato, hanno taciuto e continuato ad assecondare le richieste del ragazzino. Purtroppo, in alcune occasioni, qualche adolescente lo ha anche spalleggiato non rendendosi conto della gravità della condotta». Adesso il 17enne deve rispondere di estorsione, rapina, furto e violenza privata. È stato accompagnato  nel centro di prima accoglienza di Catania. Il gip ha convalidato il fermo e ha applicato la misura cautelare del carcere minorile. «La Polizia di Stato di Ragusa ha condotto un’indagine lampo che ha permesso alla Procura per minorenni di fermare l’escalation di un bullo diventato criminale – dice il dirigente della Squadra mobile di Ragusa, Antonino Ciavola -. Fondamentale il rapporto di fiducia instaurato tra le vittime e i poliziotti. Per gli uomini della Squadra mobile di Ragusa, essere diventati un punto di riferimento per tutti i ragazzi è motivo di grande orgoglio. Gli uffici della Polizia di Stato sono sempre pronti ad accogliere segnalazioni di disagio anche minimo subito dai più piccoli».

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