Orban non indietreggia di un millimetro, il Ppe lo sospende. E lui: «Ci vuole rispetto»

mercoledì 20 marzo 20:19 - di Gianluca Corrente

L’assemblea politica del Ppe ha deciso di sospendere il partito Fidesz del premier ungherese Viktor Orban. La condotta della formazione politica sarà infatti monitorata da un collegio composto da tre probiviri, che sottoporrà un report dettagliato alla presidenza del Ppe. La decisione, si precisa nel testo votato con 190 “sì” e tre “no”, è stata “concordata” tra Fidesz e popolari europei e ha effetto immediato. Nell’assemblea, come ha fatto sapere l’europarlamentare di FI, Massimiliano Salini, non c’era «un clima da guerra, Orban ha fatto un intervento senza provocazioni, ma senza indietreggiare di un millimetro. Il suo concetto è: io sono il Ppe, siete voi che sbagliate. Siete voi che vi siete dimenticati del valore della vita, della famiglia e dell’impresa. Per la cultura liberale c’è l’Alde. Noi siamo un’altra cosa». E Orban ha infatti ribadito che non fa retromarcia sulle scelte che riguardano la sicurezza del suo Paese.

La conferenza stampa di Orban

«Eravamo pronti a lasciare il partito, se la fazione di sinistra del gruppo avesse vinto e se non fosse stato trovato un compromesso. Penso che non volessero che uscissimo, alla fine: la maggioranza dei partiti del Ppe non credeva fosse loro interesse che un partito così forte lasciasse il gruppo», ha sottolineato Orban, in conferenza stampa a Bruxelles. «Durante l’incontro – ha aggiunto – avevo una lettera in cui era già scritto che saremmo usciti. Se non avessimo avuto questo compromesso, avrei lasciato il Ppe oggi: avevo un testo pronto. Tuttavia, è stato trovato un compromesso. Siamo uno dei partiti più forti del Ppe: abbiamo vinto quattro elezioni con largo margine. È davvero buffo il fatto che un partito così forte corra il rischio di essere espulso dal gruppo. Ci vuole rispetto reciproco: se non veniamo rispettati, allora semplicemente ce ne andremo. Non avrei avuto alcun problema – ha concluso- a dire a Joseph Daul (presidente del Ppe, ndr) che da oggi non eravamo più membri del Ppe».

“Con chi farà l’intesa il Ppe in Europa? Questo è il punto”

La domanda “più eccitante” ed “importante” che ci si possa fare oggi è “che tipo di coalizione verrà proposta dal Ppe” nella prossima legislatura. Ma è una domanda cui non si può rispondere “prima del voto”, anche per mantenere l’unità del Ppe durante “la campagna elettorale”. Orban ha risposto così a una cronista che gli chiedeva se si sarebbe battuto per formare una coalizione con la destra nel Parlamento Europeo. «Non è il mio mestiere qualificare le domande – ha detto Orban – ma penso che questa sia la domanda più importante. Tutti sanno che dietro tutto questo c’è una questione aperta: dopo le elezioni europee, che tipo di coalizione verrà proposta dal Ppe? Andare verso sinistra, con i Verdi, i Liberali eccetera oppure tentare di trovare partner a destra? Questa è la domanda più eccitante. Ma il problema è che, senza sapere l’opinione del popolo e il risultato delle elezioni, non possiamo prendere una decisione su questo. Non possiamo trascurare – ha continuato Orban – la volontà del popolo e il voto popolare. Ma i politici sono come i centrocampisti nel campo di calcio: sono sempre avanti di due o tre passi. E lei ha ragione: nella testa di tutti aleggia questa domanda. Ma se si vuole mantenere l’unità durante la campagna elettorale, questa domanda non dovrebbe essere posta, né dovrebbe essere data una risposta. Ecco perché – ha concluso – non posso rispondere».

 

FdI: “Orban aderisca ai Conservatori e Riformisti Europei”

Per Orban, aderire ai Conservatori e Riformisti Europei (Ecr) nel Parlamento Europeo sarebbe «la scelta naturale», l’opzione migliore. A sottolinearlo, Stefano Maullu, eurodeputato di Fratelli d’Italia, del gruppo Ecr. «Credo – ha detto all’Adnkronos – che il leader ungherese e il suo partito Fidesz dovrebbero prendere atto della situazione per quanto riguarda la “compatibilità” della loro linea “con le politiche del Ppe, marcatamente a trazione tedesca, e fare la scelta più coerente con la politica che fanno. Dovrebbero entrare nell’Ecr, in modo che si possa fare una battaglia comune per cambiare questa Europa».

Berlusconi: “Con il leader ungherese ottimi rapporti”

«Forza Italia e io personalmente ci siamo spesi, anche grazie agli ottimi rapporti con Viktor Orban, per fare in modo che il Ppe si possa confermare il primo gruppo al Parlamento Ue», ha commentato Silvio Berlusconi. «Vogliamo cambiare insieme questa Europa, renderla più efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini: per riuscirsi dobbiamo essere forti e compatti».

Commenti

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  • Laura Prosperini 21 marzo 2019

    Bravo Orban!
    Ci vorrebbe anche da noi un Orban (che è un po più Nazionalista vero di Salvini)

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