Meloni contro i vip di sinistra che fanno passerella: “Sono loro i veri razzisti, con gli italiani”

martedì 5 marzo 11:53 - di Marta Lima

Niente poltrone, non interessano, chiarisce Giorgia Meloni in tv. “Io non ho bisogno di entrare al governo per dare una mano al mio Paese, non ho bisogno di poltrone per dare una mano agli italiani e in alcuni casi lo abbiamo fatto anche contro la volontà del governo”, come nel caso del voto sulla mozione contro il Global compact for migration. La presidente di Fratelli d’Italia, ospite a “Mattino 5” su Canale 5, chiarisce i motivi del mancato ingresso nel governo giallo-verde e delle battaglie portate a termine dall’esterno. “Grazie a Fdi e all’incapacità della maggioranza di mettersi d’accordo – ha ricordato Meloni – siamo riusciti a portare a casa un risultato fondamentale per gli italiani, ovvero il no alla sottoscrizione del global compact. I 32 deputati di Fdi sono riusciti a fare la politica migratoria che il governo non ha saputo fare. Non mi serve la poltrona di ministro per fare quello che sto facendo”.

Non mancano le stoccate alla sinistra radical chic – attori, cantanti, presentaroi, vip più o meno famosi – che sfila in piazza al fianco dei migranti ma non degli italiani. “Ho visto la manifestazione antirazzista di Milano, con la Boldrini e tanti altri esponenti della sinistra che ballavano. A questa sinistra che manifesta contro il razzismo, vorrei dire che manifesta contro sé stessa. In Italia l’unica forma di razzismo organizzato che esiste è quella che hanno fatto le istituzioni guidate dalla sinistra contro i cittadini italiani”. Secondo la Meloni, in Italia i clandestini, arrivati senza rispettare le regole “noi li accogliamo spendendo 37 euro al giorno – afferma – Se un italiano è senza lavoro, senza casa, nessuno lo mantiene con 37 euro al giorno. Questo è il vero razzismo, la discriminazione che è stata fatta nei confronti degli italiani che non hanno, nemmeno lontanamente, quello che è stato previsto per gli immigrati”.

Commenti

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  • Marcello Serra 6 marzo 2019

    NIGERIANI, EMIGRANTI CLANDESTINI, PERCHE’? COSA MANCA ALLA NIGERIA?
    Marcello Serra
    La Repubblica Federale della Nigeria è uno dei paesi piú ricchi dell’Africa per le sue risorse naturali e conta circa 200 milioni di abitanti. E’governata da africani nigeriani i quali, nonostante il sistema di gestione della cosa pubblica da questi adottato non sia sempre orientato al bene della popolazione, non sono contrastati da significativi movimenti di contestazione o ribellione. In tale quadro appare evidente come i nigeriani, pur essendo così numerosi, anziché ribellarsi ai soprusi dei propri amministratori, preferiscano scegliere la via dell’emigrazione che evidentemente deve risultare loro molto più comoda e conveniente. Infatti, una volta giunti clandestinamente nel nostro paese, non solo sanno di poter pretendere ogni forma di assistenza gratuita ma dimostrano anche molta disinvoltura nel criticare gli italiani dai quali, a loro dire, non verrebbero trattati secondo le proprie aspettative. La storia di ogni paese civile è costellata di eventi che, in un passato più o meno recente, hanno segnato momenti difficili e dolorosi anche per le popolazioni europee le quali però hanno saputo reagire coraggiosamente ai soprusi ricevuti, pagando anche pesanti tributi in termini di vite umane, sacrifici e privazioni. Nei contesti caratterizzati da gravi sofferenze, ogni popolazione ha sempre cercato di impegnarsi per riscattare la propria condizione di disagio, lottando con ogni mezzo possibile, senza fuggire dal proprio territorio, come sembra invece preferiscano fare molti nigeriani. Costoro, rinunciando alla propria cultura e alle proprie tradizioni, scelgono di abbandonare il proprio territorio e le proprie famiglie per inserirsi in diverse società civili dove sanno di poter pretendere dagli altri, senza eccessivi sforzi, un miglioramento della qualitá della loro vita. In tale modo però dimostrano soltanto una colpevole mancanza di attenzione per la propria terra e per coloro che lì sono stati abbandonati, i quali invece avrebbero un grande bisogno di essere aiutati e difesi proprio da parte di chi, senza orgoglio, ha invece preferito fuggire, mascherando poi abilmente la propria immagine di fuggiasco con quella di falso profugo mendicante asilo e compassione. Chi fugge dalla propria realtà, fugge anche dalle responsabilità e dal dovere di contribuire alla costruzione di una vita migliore nella propria terra, ricorrendo ad utili commoventi piagnistei per carpire la gratuita benevolenza degli ingenui. Offrire un aiuto a chi ne ha realmente bisogno, rappresenta per tutti un sacro dovere e certamente non va mai negato ma è anche vero che l’aiuto più efficace consiste principalmente nell’insegnare a costruire, in ogni luogo di origine, i presupposti atti a garantire una migliore qualità della vita alle future generazioni le quali dovrebbero, a loro volta, darsi da fare per valorizzare ogni possibile risorsa del proprio territorio al fine di impostare forme di amministrazione sociali oneste ed efficienti, orientate al bene comune. Noi tutti conosciamo gli eventi che si sono succeduti durante i secoli della nostra storia nazionale ed europea; sappiamo bene quante vite umane sono state sacrificate per lottare contro le sopraffazioni e le ingiustizie e sappiamo anche che, grazie al sacrificio di chi ci ha preceduto, abbiamo oggi la possibilità di vivere in una società più o meno avanzata economicamente ma certamente ad un livello tale da garantire ad ogni cittadino il fondamentale rispetto dei diritti umani e civili. C’è chi invece preferisce abbandonare il proprio paese per raggiungere condizioni di vita piú facili e bene assistite, lasciando nel proprio paese di origine padri, madri, sorelle, fratelli e famigliari alla mercè degli amministratori connazionali i quali, grazie anche a chi ha preferito fuggire, si sentono liberi di continuare nella loro azione di sfruttamento della propria gente, della stessa pelle, della medesima cultura e tradizione. La particolare situazione della Nigeria che, insieme alle consistenti masse di emigranti, esporta anche buona parte dei numerosi nuclei malavitosi, ben ramificati nel nostro territorio nazionale, purtroppo non riesce ancora a richiamare la dovuta attenzione di chi non riesce a comprendere i rischi connessi a questa latente forma di progressiva invasione. Queste organizzazioni di clandestini malavitosi che si confondono con gli altri fuggiaschi sui barconi degli scafisti mercanti di carne umana, hanno perfettamente chiaro il quadro di riferimento attuale del nostro paese, reso loro particolarmente favorevole grazie anche alle nostre ingenue quanto lesive regolamentazioni che lasciano ampi spazi di manovra per le attività illegali che si diffondono ormai in modo sempre più incontrollato. A ciò si aggiunga anche una certa tolleranza mediatica che sembra più incline a sviare l’attenzione di buona parte della nostra gente dalle reali responsabilità dei nigeriani clandestinamente introdottisi nel nostro paese, tentando quasi di fare apparire colpevoli dei loro disagi sociali gli insensibili governanti italiani i quali, secondo gli occulti e pelosi fiancheggiatori dei clandestini, sarebbero colpevoli di volere imporre delle regole troppo restrittive per salvaguardare i nostri confini nazionali, come se questo atteggiamento non fosse da considerare come un legittimo diritto-dovere di uno stato sovrano. Tutto ciò genera confusione e disordine nel nostro paese, con i conseguenti oneri sociali che ne derivano, in termini di ordine pubblico, sicurezza, dispendio di risorse e di energie che vengono ridotte a discapito delle necessità dei cittadini italiani più bisognosi. Per cercare di comprendere l’origine di tale situazione basterebbe ragionare in modo abbastanza lineare ponendoci la semplice domanda: a chi giova tutto ciò? Chi potrebbe trarre vantaggio da una destabilizzazione economica del nostro paese e più in generale dell’Europa? A chi conviene che l’Africa, continente ricchissimo di risorse naturali, venga abbandonato dagli africani? Chi ha interesse ad occupare gli spazi resi liberi dagli africani “convinti” a lasciare il proprio territorio? Chi ha grande bisogno delle risorse naturali dell’Africa per espandere il proprio dominio economico nel mondo avendo già una grande popolazione che è in continua crescita? A chi fa comodo tutto ciò? Basterebbe riflettere su queste semplici domande per capire che l’operazione in corso, avviata in modo silente ma continuo, è stata pianificata non per sentimenti di umanità e sostegno caritatevole, come si vorrebbe far credere agli ingenui buonisti, ma per un disegno molto più organico e finalizzato alla conquista di risorse e di potere. Alla luce di questi ragionamenti è più facile comprendere come coloro che hanno ideato e avviato a suo tempo il grande progetto di conquista e di globalizzazione culturale abbiano agito per favorirne l’attuazione. Per questo si sono potuti avvalere della complicità interessata di uomini politici europei, di finanzieri senza scrupoli che hanno distrutto l’economia reale e dei governanti corrotti di vari paesi africani da dove ha avuto inizio il grande esodo verso l’Europa. Per questo viene spontaneo anche chiedersi a chi dovrà essere addossata la colpa di tutto ciò, fra qualche anno, quando ad esempio gli abitanti della grande e popolosa Nigeria, nulla saranno riusciti a cambiare in casa loro, non avendo voluto o saputo, impegnarsi efficacemente per dare al proprio paese un assetto organizzativo e amministrativo in grado di tenere unita la popolazione nell’ottica di favorirne il migliore sviluppo socio-economico, lottando contro la corruzione diffusa nel proprio paese. Possibile che a nessuno sia ancora venuto il sospetto che una parte di colpa per la situazione in cui versa la maggioranza dei paesi dell’Africa sia da addossare anche a quegli africani che hanno preferito fuggire dal loro territorio anziché scegliere l’orgogliosa ma faticosa opzione della lotta e della ribellione al sopruso e alla corruzione?

  • Carlo Cervini 6 marzo 2019

    Cara Giorgia, “parole Sante” questa gentalia fa proprio schifo, da decenni ammorbano l’aria di questo disgraziato Paese ed occupano, grazie al sindacato e ai concorsi ad personam, tutti i posti chiave, i media e i gangli vitali pubblici……..oggi senza la tessera della CGIL o del PD non puoi andare in lista neanche nella bocciofila di Roccacannuccia.

    Non se ne può più………..di questi bisogna fare una bella “pulizia etnica”.

    • Francesco Storace 6 marzo 2019

      Non esageriamo con la pulizia etnica però

  • iACUZZI 5 marzo 2019

    BRAVA MELONI, COMUNISTI FALSI.