Meloni: «Andrò in Polonia e incontrerò Kaczynski. E dopo le Europee…» (video)

mercoledì 27 marzo 21:34 - di Guglielmo Federici

La prossima settimana volerà in Polonia per un “bilaterale” con Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito Pis (Diritto e Giustizia). Lo annuncia Giorgia Meloni in un’intervista su Sky Tg24. «Fratelli d’Italia ha aderito al gruppo dei conservatori, la famiglia europea che può costruire un’alleanza che va dal Ppe, che con Orban e Kurz speriamo sarà più spostato verso destra, fino ai populisti di Salvini e Le Pen. Il gruppo unico chiesto da Salvini a Kaczynski? Mi pare che non ci sia la disponibilità dei conservatori. Parliamo di una famiglia politica antica e consolidata che ritiene non ci sia ragione di sciogliersi in un qualcosa di abbastanza indistinto e che, anche a me, non è molto chiaro», spiega.

Intervista a tutto campo

L’intervista è a tutto campo, dallo Ius soli alla cittadinanza italiana concessa ai bimbi eroi, dagli scenari europei, fino al futuro del centrodestra.  Partendo dal successo di FdI in Basilicata. «Dicevano che saremmo stati fagocitati dalla Lega, ma evidentemente la coerenza paga, come pagano le idee e la battaglia per essere sempre più riferimento di ceti produttivi e imprenditoriali delusi dall’azione di questo governo». «E Salvini lo sa», specifica la leader di FdI. Ma le domande vertono in primis sulle polemiche determinate dallo Ius soli, a cui il Pd ha legato la vicenda del bus di Milano. «La cittadinanza è una cosa seria – dice la Meloni, scindendo due diversi ordini di riflessione -. Una cosa è la bella notizia della cittadinanza ai due ragazzi stranieri che hanno salvato i compagni; altra cosa è  lo Ius soli,  frutto di  una forzatura ideologica immigrazionista – scandisce Meloni». Lo dimostra l’alto numero di cittadinanze concesse dall’Italia,  tra i più alti in Europa, ricorda. Per cui, la legge italiana che regolamenta la cittadinanza «va bene così. Il resto è solo un dibattito ideologico che serve al Pd».

Centrodestra, Meloni: «No ai vecchi schemi»

La stuzzicano su Salvini e il suo ripensamento circa la cittadinanza concessa ai ragazzi, ma la Meloni taglia corto: «E’ una buona notizia per chi legge la vicenda senza pregiudizi». Si passa poi alle prospettive del centrodestra. Forte del 7% raccolto in Abruzzo e del 6% ottenuto in Basilicata, “potete fare a meno di Berlusconi?”,chiede la conduttrice. Giorgia Meloni non si nasconde, e – come già detto in una intervista al Corriere della Sera – candida FdI a diventare il secondo pilastro del centrodestra. «Lo diranno gli elettori se ne potremo fare a meno – risponde-. Noi crediamo, speriamo e soprattutto lavoriamo per un centrodestra rinnovato – dice riferendosi allo scenario che si potrebbe presentare dopo le elezioni europee – del quale vogliamo essere la seconda gamba. Un movimento conservatore e sovranista, nella difesa dei valori della nostra civiltà e dell’interesse nazionale, distinto e alleato con la Lega per dare un governo all’Italia».

C’è posto per Forza Italia?

Insistono:  in questo schema c’è posto o no per Forza Italia?, le chiedono. Chiarissima la risposta di Giorgia Meloni. «Credo non si possa riproporre il vecchio schema del centrodestra: ogni tempo ha la sua storia.  In questo momento certo tra FdI e FI in vista delle Europee c’è competizione: noi ci candidiamo per cambiare radicalmente questa idea di Europa, FI sostanzialmente la accetta e la condivide. Come è giusto che sia in democrazia, saranno gli elettori a decidere. E a indicarci la strada per gli assetti futuri». Quanto alla Lega, la Meloni spiega: «Vola nei consensi ed avrà un largo successo alle Europee. Ma le elezioni del 26 maggio saranno uno spartiacque fondamentale, e nonostante la crescita elettorale, è proprio la Lega che dovrà impegnarsi a placare i malumori degli industriali che incontro tutti i giorni e che sono scontenti dell’aumento delle tasse alle imprese, della fatturazione elettronica, del reddito di cittadinanza e delle sanzioni alla Russia, e del blocco della Tav. I nodi verranno al pettine anche per Salvini», che, dice la Meloni, ha preso provvedimenti troppi timidi sulla legittima difesa, subendo il M5S.

Dopo le Europee: gli scenari

Pertanto, dopo le Europee i nodi verranno al pettine: «C’è una sola alternativa al governo attuale ed è un esecutivo che veda la Lega e FdI insieme, gli unici due partiti in costante crescita, elezione dopo elezione». Quanto agli schieramenti europei la Meloni indica in un ampio fronte che va «dai popolari ai populisti, passando per i sovranisti, che siamo noi, un blocco coeso, senza peraltro la necessità di unirsi in  un’unica formazione».

 «Vado a Verona per dire come aiutare le famiglie»

Ultima domanda: lei che ci va a fare al Congresso di Verona sulla famiglia? Si arrabbia: «Che ci vado fare? Vado a raccontare come si aiutano le famiglie, come si aiutano le donne a conciliare tempi di cura e tempi di lavoro. Trovo ridicolo che nel 2019 nessuno si interroghi, invece, sul perchè molte donne devono ancora scegliere tra due opzioni. Io sono l’unica donna a capo di un partito da anni e mi dicono che volglio le donne in casa a stirare?…Per piacere».

GIORGIA MELONI A "SKY TG 24" 27-03-2019

Ora in diretta su Sky Tg 24!

Pubblicato da Giorgia Meloni su Mercoledì 27 marzo 2019

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