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L’ultima campagna della Kyenge: gli africani vengano a studiare in Italia

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  1. fanculoeuropa ha detto:

    Ma in africa non hanno buone scuole ? Mi pare assurdo vedere Europa come il paradiso in terra quando non è così
    unione europea è piena di problemi e non durerà

  2. Ben Frank ha detto:

    Eche je frega a Kashetu dei giovani italiani (veri) costretti ad abbandonare il paese, per trovare lavoro? Mica è italiana lei, ma kongolese! Italiana lo è diventata, perché un pirla infojato di voglia di nera se l’è sposata, italiana lo è quando, grazie al partito dentokratico, si può fregare migliaia di euro, per fare la bella (vabbè…) statuina in qualche inutile parlatoio, dove ripete a manetta le sue scemenze terzomondiste. Attenzione: a Kashetu, poi, interessano solo i neri afrikani, di tutti gli altri poveracci che abitano ‘sto porco di mondo, non le frega una buccia di banana!

  3. Max ha detto:

    Perchè non gli mandiamo la KYENGE come insegnante a casa loro.

  4. ADRIANO AGOSTINI ha detto:

    Applicando il numero chiuso e non calata indiscriminata, perché no? Anzi mi pare molto sensato permettere a un numero da stabilire di studenti africani (ma anche di qualsiasi altra parte del mondo) di venire in Italia (o altri stati europei) a studiare. Bisogna guardare al futuro: più persone colte riusciamo a creare per questi paesi più poveri e migliori saranno le loro condizioni e finalmente potranno camminare con le loro gambe senza venire in Europa a piatire sussidi e mantenimento.Direi che invece è un’idea molto interessante, anzi ottima.

di Carlo Marini - 1 Marzo 2019