Lo strappo della Gardini: «Vado a Verona, Tajani è un maschilista e un bugiardo»

sabato 30 marzo 10:41 - di Stefania Campitelli

Elisabetta Gardini è un fiume in piena, torna ad attaccare ad alzo zero il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (che «sta portando il partito alla rovina, alla distruzione») e minaccia di andarsene dopo una “militanza” lunga 14 anni. È il giorno dello trappo: la capogruppo di Forza Italia dà forfait all’assemblea degli eletti azzurri per andare a Verona al Congresso mondiale delle famiglie, dove in un primo tempo era previsto anche Tajani che poi è scomparso dal programma.

Gardini: «Io vado a Verona dalle famiglie»

«Io vado dalle famiglie  – dice la Gardini in una lunga intervista a La Verità – non vedo l’utilità di una manifestazione tutta costruita intorno ad Antonio Tajani, con gli interventi selezionati da Antonio Tajani per dare per l’ennesima volta a Berlusconi l’idea di un partito che non c’è». L’accusa è pesante: dirigismo e bugie che porteranno il partito dell’ex premier a schiantarsi. «Sono capogruppo in Europa ma Tajani mi impedisce di avvicinare Berlusconi per poter raccontare solo lui la storia di un partito che non c’è». Un disagio diffuso, generalizzato – si sfoga la Gardini che parla di “scippo” del suo ruolo – «non faccio che ricevere telefonate, Forza Italia si è snaturata per piacere al mainstream. È un partito che orami non ha nulla a che fare con il Ppe, dovrebbe amdare con l’Alde. se ascolto cosa dicono i leaderini del partito».

«Tajani è un bugiardo  e un maschilista»

Meglio la cittadina scaligera dove la combattiva capogruppo azzurra in Europa salirà sul palco e parteciperà alla marcia. In un primo tempo aTjani aveva aderito, poi ha avuto paura «perché in Europa gli hanno detto “ vai a un congresso contro i valori europei!” E lui ha subito detto non, non ci vado». Il j’accuse a Tajani è assordante: il presidente dell’Europarlamento è un bugiardo e un maschilista, «mi ha scippato anche il ruolo di capogruppo con un atteggiamento maschilista che non avevo mai visto prima». Tra le tante “palle clamorose” anche la autocandidatura alla presidenza dell’europarlamento del Ppe, come se fosse l’unico italiano a poter ambire a quel ruolo, «non è vero – attacca la Gardini – forse per questo non vuole che parli con Berlusconi, non è vero e in Europa sono molto irritati per questo». E giù una lista di errori e abbagli, a cominciare dalla politica del Nord-est dove Tajani vuole fare l’alleanza con la Svp: «Secondo i sondaggi, c’è solo un seggio disponibile per Forza Italia e Tajani vuole regalarlo a Herbert Dorfmann, un uomo che farà gli interessi di Austria e Baviera». Valigie in vista? «Il mio è un atto d’amore, l’ultimo, verso il partito e verso il presidente Berlusconi». Se non ci sarà una svolta, Elisabetta non sarà in lista. È un messaggio chiaro e diretto al Cavaliere che sollecita a guardare oltre «i disegnini che gli fanno» e a tornare a dettare la linea. «Non lavoro per fare eleggere un tedesco. Non sono una marionetta e non lo sono mai stata».

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