Lo scandalo dei fondi sauditi alla Scala. Mollicone: vicenda gravissima denunciata da FdI

domenica 17 marzo 18:28 - di Redazione
Il Teatro milanese La Scala

Per il presidente della Lombardia Attilio Fontana il fatto che il sovrintendente al Teatro alla Scala di Milano abbia accettato fondi sauditi (3,1 milioni di euro) prima della riunione del cda, costituisce un atto grave al punto da provocare il licenziamento del dirigente.

“Il signor Alexander Pereira – afferma Fontana – non mi ha consegnato alcuna documentazione che facesse riferimento al versamento di tre milioni da lui ricevuto dai Sauditi. Ne ha fatto cenno per la prima e unica volta – e quasi involontariamente (“…forse adesso dovrò rimandare indietro soldi!”) – durante la conversazione avvenuta nel mio ufficio il pomeriggio dell’8 marzo scorso. Nonostante la sorpresa e l’irritazione, ho ritenuto di non rendere pubblica in quel momento tale informazione, per rispetto della principale istituzione musicale del Paese e per tenere fede alla consegna del silenzio fino alla seduta del cda scaligero”.

“È evidente, almeno dalle indiscrezioni giornalistiche di oggi – ha continuato Fontana – che l’attuale sovrintendente della Scala confonde le tardive e superficiali informazioni che mi ha dato con un presunto consenso, né richiesto, né tantomeno dato. Una cosa di tutta questa vicenda è chiara: l’attitudine di Pereira a creare confusione per coprire la preoccupante disinvoltura con cui ha gestito la politica culturale della Scala e la sua immagine nel mondo”. “Ancora più grave – ha concluso il presidente – è il fatto di aver comunque accettato dei fondi a prescindere dalle decisioni del cda e addirittura prima che questo si riunisse. In qualunque cda, a qualsiasi latitudine, questo comportamento provocherebbe il suo licenziamento“.

Una presa di distanza che è stata così commentata da Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo di Fdi in commissione Cultura alla Camera: ”Bene ha fatto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a criticare l’accettazione dei fondi sauditi da parte del sovrintendente della Scala Alexander Pereira”.  ”Ora però, per fare totale chiarezza, Fontana smentisca – ha concluso Mollicone – che l’idea di Pereira dei fondi dall’Arabia Saudita sia arrivata proprio da ambienti leghisti e che furono questi stessi ambienti a procurargli i contatti sauditi. Con orgoglio rivendichiamo il fatto che sia stata Fratelli d’Italia a denunciare per prima l’arrivo dei fondi in un’eccellenza italiana come il teatro La Scala dell’Arabia Saudita, nazione che ancora oggi è protagonista di numerose violazioni di diritti umani”.

”Nelle prossime ore – ha dichiarato il senatore azzurro Maurizio Gasparri –  dovrebbe decidersi la vicenda dell’ingresso, nel CdA della Scala di Milano, di un rappresentante dell’Arabia Saudita. Una discussione che dura ormai da alcune settimane e sulla quale ho presentato una interrogazione al Ministro Bonisoli che, ma non ci aspettavamo nulla da questo governo, non ha ancora risposto né tantomeno espresso una chiara posizione. La nostra di posizione, invece, è netta e decisa: no a Riad nel Cda della Scala”.

 

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