Lesioni al midollo spinale, mettiamo in piedi la ricerca: appuntamento alla Fondazione Santa Lucia a Roma

martedì 26 marzo 19:15 - di Redazione

Giovedì 4 aprile, alle 14.30, presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS – Centro Congressi – in via Ardeatina 354 a Roma, si svolgerà l’evento sponsorizzato dal Programma BRIC Università di Roma Tre in occasione della Giornata Nazionale della Persona con Lesione al Midollo Spinale. Il professor Gregoire Courtine e la professoressa Jocelyne Bloch presenteranno infatti i risultati ad oggi raggiunti con il loro team a Losanna per favorire la riparazione delle lesioni midollari e il recupero della capacità di camminare. Un incontro aperto a tutti, durante il quale i due scienziati esporranno in modo divulgativo le più recenti acquisizioni dei loro studi, in particolare i risultati presentati nel lavoro scientifico Targeted neurotechnology restores walking in humans with spinal cord injury (Una neurotecnologia mirata ripristina la capacità di camminare in pazienti con lesioni del midollo spinale), pubblicato sulla rivista Nature lo scorso novembre. Questo studio pilota di stimolazione elettrica del midollo spinale ha avuto risonanza mondiale per il suo carattere estremamente innovativo. Si basa su conoscenze fisiologiche acquisite precedentemente nei laboratori della Fondazione Santa Lucia IRCCS ed ha importanti collegamenti con l’attività di ricerca dell’Unità di Neuroriabilitazione 1 e Centro Spinale, diretta dal Dott. Marco Molinari. Gli ultimi decenni hanno visto un incremento significativo delle conoscenze scientifiche relative ai meccanismi spinali e cerebrali, ma non ancora una svolta significativa nella possibilità per la persona di recuperare le funzioni andate perse a causa della lesione midollare. Ora si avvertono i segnali di una situazione che sta cambiando. Gruppi di ricerca come quello diretto dai professori Courtine e Bloch hanno dimostrato che è possibile influire positivamente sulla riorganizzazione della rete neurale spinale con interventi multidisciplinari che richiedono la collaborazione di neuroscienziati, neurobiologi, bioingegneri e neurologi.

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