La proposta 5S in replica al congresso di Verona: «Mandiamo gli omofobi a pulire le strade»

sabato 30 marzo 15:12 - di Fortunata Cerri

Proprio nei giorni in cui si tiene il congresso delle famiglie a Verona, con lo scontro nella maggioranza sui temi etici, arriva una iniziativa parlamentare del Movimento 5 Stelle in materia di omofobia. Depositata a Palazzo Madama una proposta di legge per estendere l’aggravante dell’omofobia alla legge Mancino. «Non si tratta di un provvedimento contro la Lega – spiegano i promotori – Speriamo che l’alleato di governo converga sulla necessità di mettere fine ad aggressioni e ad espressioni di disprezzo per tutelare, anche dal punto di vista legislativo, una minoranza troppo spesso oltraggiata».

Disegno di legge contro gli omofobi

«L’articolo 1 – si legge nel disegno di legge – include l’omofobia e la transfobia tra i moventi dei reati annoverati nell’articolo 604-bis del codice penale, diretto a tutelare il rispetto della dignità umana e del principio di uguaglianza interpersonale e sostanziale, mediante la punizione di qualsiasi condotta di propaganda sulla superiorità o sull’odio razziale, nonché l’istigazione e la propaganda di fatti o attività atte a provocare violenza per motivi etnici, razziali o religiosi».

E poi ancora: «Chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione fondati sull’omofobia o sulla transfobia – recita il testo – è punito con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6000 euro. Chi istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza fondati sull’omofobia o transfobia è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Infine, è espressamente vietata ogni forma di organizzazione, associazione o movimento o gruppo fondati sulla transfobia e omofobia». Mentre nell’articolo 2 si prevede «nell’ambito della sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato, l’ammissione di quest’ultimo ai lavori di pubblica utilità per lo svolgimento, in via prevalente, di attività di ripristino e di ripulitura di luoghi pubblici o ad attività lavorativa in favore di organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, in particolar modo operanti a sostegno delle vittime dei reati di transfobia e omofobia».

Quindi “l’imputato può essere ammesso” ai lavori di pubblica utilità, “nell’ambito della sospensione del procedimento con messa alla prova”, e addetto “alla ripulitura di luoghi pubblici”.

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