La figlia vuole vivere all’occidentale: il padre marocchino, furioso, la segue e la travolge con l’auto

sabato 16 marzo 12:15 - di Martino Della Costa

Quei vestiti indossati a dispetto dell’adempienza a quello che i dettami culturali islamici prevedono in materia; quel desiderio di emanciparsi a un certo controllo e, soprattutto, a superare regola e comportamenti non proprio consoni con il contesto nel quale si vive, hanno portato allo scontro un padre marocchino e sua figlia, da anni residenti a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli. E quando usiamo il termine scontro la scelta non è del tutto casuale, anzi: visto e considerato che all’apice dell’ennesimo litigio tra genitore e ragazza, l’uomo – un 50enne – ha prima aggredito e poi tentato di investire conla proria auto la giovane, la parola utilizzata per riassumere la situazione più che conflittuale all’interno di questo nucleo familiare è più onomatopeica che mai…

Vercelli, 20enne integrata vuole vivere all’occidentale: il padre marocchino la investe

Dunque, tutto precipita dopo l’ennesima discussione tra padre e figlia ventenne ogni giorno più recalcitrante che mai all’ossequio di quei costumi  culturali e religiosi al cui rispetto è stata cresciuta ed educata all’interno delle mura domestiche eppure vissuti in controtendenza con quanto il contesto sociale e civile vissuto dalla ragazza suggeriscono. Una lusinga, quella del vivere all’occidentale quando si vive lontani da un mondo e da una realtà a cui si sente di appartenere sempre meno vivendoli a distanza e che, come la cronaca ci ricorda fin troppo frequentemente ormai, è già costato la vita a molte giovani donne di origini pakistane o marocchine, proprio come la protagonista di questa nuova, drammatica vicenda. Una ragazza che, prima dell’impatto fortunosamente schivato con l’auto del padre che provava ad investirla, aveva solo chiesto di poter andare alla stazione da sola per poter prendere – sempre in solitudine – un treno con cui andare a portare in giro il proprio curriculum, in cerca di un lavoro.

Il motivo del diverbio che ha scatenato la reazione furiosa del padre

Ardire inaudito, che il padre della 20enne ha cercare di ridimensionare e negare in tutti i modi, cercando di imporre la sua presenza a quella figlia “ingrata” e ribelle che invece, per tutta risposta,  si è chiusa la porta di casa alle spalle e si è incamminata da sola verso lo scalo ferroviario cittadino. Un affronto che, il Giornale che rilancia la notizia, definisce «inaudito» e che ha scatenato le ire dell’uomo che, in preda alla furia, «si è messo all’inseguimento della figlia. Salito in auto, il 50enne marocchino si è lanciato contro la giovane, investendola. La giovane è riuscita a schivare l’impatto venendo colpita solo di striscio ma è comunque finita sull’asfalto, battendo la testa». Per fortuna, però, ad una visita attenta la ragazza  ha riportato solo lievi lesioni; ben peggio è andata al genitore al volante,  arrestato dai carabinieri per tentato omicidio e maltrattamenti. Maltrattamenti inferti per quel desiderio di vivere all’occidentale sempre manifestato dalla 2oenne, nata in Marocco ma arrivata in Italia quando era ancora una bambina e che, come riferisce il sindaco di … nel Vercellese, non solo «non ha mai indossato il velo», ma è anche cresciuta nel segno di un’integrazione perfettamente riuscita (secondo il sito del Giornale, sembra che «addirittura la ragazza sia conosciuta dagli abitanti del piccolo comune piemontese per essere un prezioso elemento della squadra locale di basket»).

 

 

 

 

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