Jim Carrey scherza sul Duce e Claretta a testa in giù. La replica su Twitter: “Bastardo”

domenica 31 marzo 12:49 - di Penelope Corrado

L’attore americano Jim Carrey è diventato improvvisamente l’idolo della sinistra italiana, dopo avere postato su Twitter una vignetta nella quale sono disegnati Benito Mussolini e Claretta Petacci a piazzale Loreto. «Se vuoi sapere a che cosa a portato il fascismo, chiedi a Mussolini e alla sua amante Claretta».

La vignetta di Jim Carrey

La vignetta è stata disegnata di suo pugno dall’attore, che si diletta anche come disegnatore e pittore. Il virulento tweet dell’attore americano è indirettamente contro Donald Trump e contro la sua amministrazione. La citazione della vignetta è uno degli attacchi più violenti mai fatti contro la presidenza americana. Jim Carrey, che ha sofferto di disturbi mentali e che non ha mai superato il suicidio della fidanzata, da qualche tempo si è avventurato in una campagna politica e ideologica contro l’amministrazione Trump. In una recente vignetta Trump è stato disegnato da Carrey come un porco sui pattini.

La risposta della Mussolini: “Sei un bastardo”

Chi non ha avuto remore a rispondere per le rime al protagonista di The Truman Show è stata Alessandra Mussolini. La nipote del Duce ha usato lo stesso Social network per commentare in tre parole il cinguettio dell’artista americano. «Sei un bastardo». Un commento che ha suscitato ulteriori reazioni su Twitter, soprattutto in Italia.

Una delle vignette di Carrey contro Trump, raffigurato come un maiale

Da qui il boom di condivisioni del tweet di Carrey e della conseguente risposta della Mussolini. Alcuni utenti scrivono in queste ore di aver segnalato Jim Carrey per contenuti d’odio e hanno chiesto a Twitter di chiudere l’account per post offensivi. Sarà interessante vedere la presa di posizione del Social network.

 

 

Commenti

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  • Paolo 31 marzo 2019

    Credo che qualsiasi opinione si possa avere in merito inneggiare a piazzale Loreto, sia da un lato evidentemente il DNA del soggetto e dall altro miserabile da parte di chi non perde occasione di dar lezione di democrazia e di accoglienza. Ragione in più per non andare a vedere i suoi film . Forza Alessandra

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