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Il tempo triste in cui per strada non si sente più cantare, nè fischiettare

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  1. Giuseppe Cocco ha detto:

    Il maestro Martire come ogni artista, coglie una sfumatura della realtà, che ai più sfugge, coperta dal fragore del mondo contemporaneo.
    Eppure, un particolare, apparentemente banale, ci fa giustamente considerare Martire, nascondeun malessere più grande, legato ad uno stato d’animo diffuso d pesantezza.
    Fischiettare ci fa somigliare agli uccellii che di prima mattina godono dei primi tepori primaverili.
    E allora viene in mente ciò che diceva Gesù: “Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre”
    Vediamo invece che sempre più spesso il vestito prende il posto della vita, l’apparire distrugge la persona che vive in funzione delle costruzioni sociali; il bisogno non è determinato dalla vita, dalla realtà, ma il contrario; i bisogni sono indotti, se ne creano sempre di nuovi e alla fine hanno il solo compito di perpetuare se stessi.

di Francesco Martire - 2 Marzo 2019