Il Pd al suicidio finale: torna alla carica per lo Ius soli

sabato 23 marzo 11:47 - di Alberto Consoli

Il Pd non cambia tattica, vuole suicidarsi allo stesso modo con il quale si è giocato milioni di voti alle scorse elezioni, tornando alla carica con lo Ius soli.  L”‘usato sicuro” che gli italiani hanno rigettato alle urne torna nelle parole con cui  il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio confida a “la Repubblica” il sogno nel cassetto.  “Noi del centrosinistra dovevamo essere più coraggiosi: dovevamo mettere la fiducia sullo ius soli. Adesso con Zingaretti mi auguro che riprenderemo la battaglia”. Sottolinea poi “l’errore commesso dai governi Renzi e Gentiloni di non aver creduto fino in fondo alla necessità della legge che rinnovava le norme sull’acquisizione della cittadinanza italiana”.

Il delirio di Delrio su “Repubblica”

Siamo al delirio totale: anziché discutere della sicurezza che la tentata strage dell’autobus chiama tragicamente in causa, ecco il solito Pd  strumentalizzare la vicenda di Rami – il tredicenne nato in Italia da genitori egiziani, che con il suo sangue freddo ha salvato i compagni di scuola – e  ricicciare il suo cavallo (perdente) di battaglia . E non contento che da più parti si sia levata la volontà di concedere al giovane eroe la meritatissima cittadinanza italiana, ecco il distinguo buffo di Delrio: “concedere la cittadinanza a Rami con questa motivazione, osserva, rientra nella logica della concessione, paternalistica, non dei diritti. Non tiene conto del fatto che questi ragazzi sono italiani e vivono già da uomini liberi come parte della nostra comunità, parlano l’italiano meglio di tanti politici”. Un distinguo che la dice lunga sul vero obiettivo del Pd, a cui evidentemente di RAmi interessa il giusto:  Qui o si fa lo Ius soli o si muore…

Della scampate strage ecco cosa resta per i dem. Come se quel che non è accaduto per miracolo fosse dipeso dall’avere la cittadinanza in tasca o meno. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano del dibattito fasullo che ha aperto il Pd i papà e le mamme dei ragazzi che erano sul bus. Del resto, del sentire popolare, alla sinistra non frega un fico secco. Anche Bersani, da un altro pulpito non più tardi qualche settimana fa, confessava che lo ius soli sarebbe stato il suo primo atto politico se fosse stato nelle sue possibilità introdurlo. Indipendentemente dal gradimento degli italiani.

Ma di sicurezza non parla nessuno?

“Permettere a 800.000 ragazzi che attendono di diventare italiani, aggiunge l’esponente Pd rivolgendosi a Salvini e Di Maio, “non attenta alla nostra identità, quale danno pensate che possa venire? “.  Sconcertante la faccia di bronzo con cui si glissa sul fatto che la cittadinanza non è il nodo del problema, visto che l’autista senegalese è un cittadino italiano. Il problema è la sicurezza. E il Pd non ci sente da questo orecchio. Meglio la propaganda, meglio passare agli insulti, meglio appioppare le colpe a Salvini. Anche questa una tattica mortale: ” Oggi sull’immigrazione c’è un clima di odio e xenofobia dettato dalla Lega. Anche per questo motivo i 5Stelle crollano nei sondaggi, perché non era nei loro valori fondativi adeguarsi a una destra xenofoba. Senza capire che allargare i diritti è una risorsa per tutta la società”, dice strigliando Zingaretti a una nuova (suicida) mobilitazione.

 

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