Il ministro della Cultura stoppa la ruota panoramica davanti a Pompei: «Non se ne parla»

28 Mar 2019 13:43 - di Elsa Corsini

La ruota panoramica davanti agli scavi archeologici di Pompei? «Non se parla proprio. Ai nostri uffici non è arrivato nulla, se arrivasse lo rispediremmo al mittente». Intervistato ad Agorà su Raitre, il ministro della cultura Alberto Bonisoli mette la parola fine all’avveniristico progetto oggetto di roventi polemiche, illustrato sulle pagine de Il Mattino. Una gigantesca giostra per permettere ai visitatori di ammirare gli scavi dall’alto, alta 60 metri, un palazzo i venti piani, da allestire, seppure in via temporanea, nel sito archeologico di Pompei.

A dare l’annuncio dell’imminente installazione in via Plinio, nei pressi del supermercato Carrefour, è la pagina Facebook “Wheel of Pompeii”, dove si legge: «Si potrà vedere una delle più grandi attrazioni turistiche… una ruota panoramica denominata Wheel of Pompeii.  Sarà possibile ammirare tutto il panorama della città antica di Pompei, del Vesuvio e di tutto il golfo di Napoli. La ruota dovrebbe essere installata l’8 maggio e noi non vediamo l’ora di salirci».

Entusiasta il sindaco dem di Pompei, Pietro Amitrano che, come ricostruisce il Mattino, non curante delle critiche è deciso «ad arricchire» il sito di Pompei con un’attrazione turistica simile a quelle presenti nelle grandi città europee: «La ruota, come già succede per analoghe installazioni nelle più importanti capitali del mondo, rientra a pieno titolo nel novero delle azioni di promozione turistica di Pompei», spiega il primo cittadino che ha scritto una lettera all’azienda tedesca incaricata del progetto per velocizzarnee la realizzazione Ma il bestione di 20 metri, sul modello viennese, fortemente impattante, ha fatto sobbalzare dalla sedia le sovrintendenze: progetto mai visto. Antonio Irlando, dell’Osservatorio Patrimonio Culturale, demolisce l’opera che «violenta i valori culturali dell’area archeologica e violando sia le norme di tutela per la fascia intorno al perimetro degli scavi di competenza della soprintendenza sia quanto stabilito nel piano strategico per lo sviluppo dei territori della buffer zone del Sito Unesco, nell”ambito del Grande Progetto Pompei». Un giudizio confermato dalla scelta di altre città molto più grandi, come Torino e Milano, che hanno scartato ruote analoghe per l’impatto non solo visivo ma anche strutturale e cementizio.

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