Il M5S sceglie la linea Saviano. Il presidente dell’Antimafia “processa” Salvini: «Fai poco»

giovedì 28 marzo 12:15 - di Luciana Delli Colli

Non solo le procure. A mettere sotto accusa Matteo Salvini ora ci riprova anche il M5S. O, almeno, la sua ala “antagonista”, qui rappresentata da quel Nicola Morra che già si spese a sostegno del processo per il caso Diciotti. Ora l’accusa al ministro dell’Interno è tutta politica, ma non per questo risulta meno pesante di quelle giudiziarie. Anzi. A Salvini viene imputato di essere poco presente sul tema della lotta alla mafia, rispetto alla quale avrebbe «un approccio velleitario». E poiché Morra, oltre che pentastellato dell’area considerata dura, è anche presidente della Commissione Antimafia, la faccenda assume un particolare rilievo. Anche perché promette di avere presto risvolti istituzionali: «Lo convocherò in commissione Antimafia perché spieghi come mai il Viminale non si è costituito parte civile nel processo Montante».

Morra convoca Salvini in Commissione Antimafia

Antonello Montante è l’ex presidente di Confindustria Sicilia accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e allo spionaggio. Nell’affaire sono coinvolti poliziotti, uomini dell’Antimafia e dei servizi di sicurezza. Per Morra il fatto che il Viminale non si sia costituito è «rilevante». «E bisogna capire se sia frutto di una distrazione, oppure frutto di una scelta che non posso condividere», ha spiegato Morra in una intervista a Il Fatto Quotidiano. Dunque, gli estremi per il processo politico ci sono tutti. E ci sono anche quelli per pensare che lo stillicidio di attacchi pentastellati all’ingombrante alleato di governo sia destinato a fare un ulteriore salto di livello.

«È velleitario, non basta gioire per le operazioni contro i clan»

«Lo convocherò in commissione. E se Salvini non ne sapeva nulla, mi aspetto che provveda alla rimozione del dirigente che ha preso questa decisione», ha proseguito Morra, spiegando di considerare l’approccio di Salvini alla lotta alla mafia «velleitario». «Non è sufficiente gioire per le operazioni contro i clan: bisogna prevenire il fenomeno», è stato l’altro affondo di Morra, per il quale inoltre «più della legittima difesa, questo Paese ha necessità di normare il conflitto di interessi e di contrastare in maniera molto più efficace l’evasione fiscale». E i guai giudiziari del M5S cosa rappresentano? Ovviamente, poco più di niente. «A Roma c’era un sistema che rappresentava un coagulo di interessi, di cui faceva parte anche il costruttore Parnasi. Ci si poteva parlare, ma come ha fatto Roberta Lombardi, di fronte a testimoni e in un luogo pubblico, ribadendo “no, no, no”. Il M5S è sempre stato contro la cementificazione», è stata l’assoluzione del Movimento da parte del presidente dell’Antimafia.

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