Il Giornale chiude la redazione romana. Preoccupazione di Fratelli d’Italia

martedì 19 marzo 19:18 - di Redazione

Dopo mesi di trattative tra azienda e giornalisti sull’ipotesi di solidarietà per i redattori del quotidiano Il Giornale, l’editore ha deciso unilateralmente e a sorpresa di chiudere la redazione di Roma dal prossimo 30 aprile. L’annuncio è stato dato al Cdr oggi alle 15, dopo che la decisione era stata presa ieri dal Consiglio di amministrazione della Società europea di edizione. Un fulmine a ciel sereno, visto che l’ipotesi di chiudere Roma non era mai stata paventata in questi mesi di trattativa. E che, secondo alcuni giornali, avuto il placet diretto di Silvio Berlusconi. Notizia smentita dall’ad della società editrice del Giornale, Andrea Favari. «La decisione è stata presa dal Consiglio di Amministrazione della Società Europea di Edizioni senza l’avallo di persone estranee al CdA». «Non posso farci niente, non è che se mi sdraio fuori da Arcore cambia qualcosa», avrebbe detto il direttore Alessandro Sallusti ai giornalisti riuniti in assemblea.

La solidarietà del mondo politico ai redattori del Giornale

«Un annuncio improvviso e molto preoccupante – dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida – che va a intaccare nel suo complesso una delle voci più schiette e sincere dell’informazione. Ci auguriamo che sia ancora tutto nel campo delle ipotesi e che si possa fare il possibile per evitare un simile scenario e tutelare tutte le professionalità a rischio».  Solidarietà ai lavoratori del Giornale viene espressa anche da Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura. «Spero in soluzione concordata per dipendenti e collaboratori. Un giornalismo d’inchiesta sempre sul campo, una rarità in questa epoca di conformismo». Particolarmente sentito il commento di Antonio Tajani. «In questo momento difficile sono vicino alla redazione romana del Giornale che ho avuto l’onore di guidare per più anni», scrive su Twitter il presidente del Parlamento Ue.

Il comunicato del Cdr del Giornale

«Le rappresentanze sindacali – si legge nel comunicato del Cdr del Giornale – deprecano e respingono  la decisione, arrivata dopo mesi di trattative sulla riduzione del costo del lavoro giornalistico, durante le quali i dipendenti del quotidiano fondato da Indro Montanelli hanno dimostrato  la massima disponibilità. Ai dipendenti poligrafici una ipotesi analoga era stata semplicemente ventilata e mai neppure formalizzata.
Oggi l’azienda, con un vero e  proprio ricatto, mette diciannove lavoratori e le loro famiglie davanti alla scelta secca tra le dimissioni e il trasferimento coatto da Roma a Milano. La chiusura della redazione del giornale si configura come una rappresaglia di un management poco abituato a relazioni industriali collaborative».

Per 19 lavoratori dimissioni o trasferimento a Milano

«La soppressione della redazione romana – prosegue il comunicato – rappresenta la perdita di un punto riferimento culturale e politico e segna il tramonto di una lunga stagione editoriale. La scelta non porta alcun beneficio economico ai conti del quotidiano, anzi rischia di relegarlo ad un ruolo di foglio senza più ambizioni nazionali. La redazione di Roma è sempre venuta incontro alle esigenze economiche e strutturali de Il Giornale, con un progetto riuscito di integrazione sul lavoro di desk tra Roma e Milano».
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