I video segreti della Sarti. L’ex alle “Iene”: «Filmava tutto, anche in camera da letto» (video)

lunedì 11 marzo 11:37 - di Elsa Corsini

Documenti, foto e video compromettenti, forse hard. Le Iene sono riuscitea a “catturare” il computer bollente di Andrea Bogdan Tibusche, ex collaboratore e fidanzato (anche se lui smentisce) di Giulia Sarti, la presidente della commissione Giustizia della Camera che si è dimessa schiacciata dal caso Rimborsopoli (non avrebbe  restituito 23mila euro). Filippo Roma, l’inviato della trasmissione di Italia1, ha raggiunto Bogdan che ha svelato particolari inquietanti non solo su Rimborsopoli. «Se questo computer potesse parlare. Chissà quanti file, quanti filmatini contiene…”, chiede il giornalista. «Eh, ce ne sono tanti. Una marea di filmatini. Ho sempre paura che me lo rubino e infatti qui dentro di personale non ho nulla», come si può ascoltare dal video spot che annunciava la puntata di domenica, mandato in onda sabato dalle Iene.

Non solo lo scandalo politico con le storie di furbetti e falsi bonifici del Movimento 5 Stelle, la Sarti avrebbe anche filmati privati tra un onorevole e i suoi amanti, probabilmente inconsapevoli di essere ripresi. Nel lungo colloquio l’ex della deputata grillina, la cui denuncia a proprio carico da parte di Giulia Sarti è stata archiviata dal tribunale di Rimini, dichiara di aver installato, su richiesta della Sarti, un impianto di videosorveglianza nell’abitazione della grillina: «Le telecamere in casa di Giulia Sarti erano in tutte le stanze, anche in camera da letto. Registravano 24 ore su 24 tutto e tutti. Giulia ne era a conoscenza, lei ha le schede e io le copie di backup», racconta Bogdan come si legge dai virgolettati integrali pubblicati dal Messaggero. «Serviva per filmare cosa?», chiede la Iena. «Per filmare l’interno dell’abitazione. C’è dentro la Sarti, cioè nel senso che ne so io, le ho detto “Guarda che costa, non sono giocattolini” e lei  mi ha detto “Non ci sono problemì”, nel senso prendili. Ho usato la mia carta perché sennò bloccavo la sua carta». Perché voleva sorvegliare casa? «Eh ma chiedeteglielo alla Sarti», risponde Bogdan che spiega il funzionamento delle telecamere collegate tra loro e probabilmente visibili, anche se grandi come una moneta. Bogdan conferma, dopo essersi vantato con gli amici di possedere video scottanti, che bisognava videocontrollare Dedo e Luca, che definisce due “conoscenti”. Ma se l’impianto servisse a riprendere presunti incontri della parlamentare con i suoi amici non lo dice chiaramente: «Ma non mi ricordo esattamente, queste due persone le conosco per nome». Poi cambia idea e dice di conoscerne uno, Luca, «un amico della Sarti». Forse le telecamere servivano per registrare anche incontri di lavoro di natura politica. Per una questione di “riservatezza” l’ex collaboratore della Sarti racconta che in caso di incontri privati lasciava la casa, che frequentava assiduamente anche di notte.

 

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