Grillo insulta i calabresi: «Siete tutti della ‘ndrangheta». L’ira del web: «Vergognati»

mercoledì 13 marzo 14:16 - di Mia Fenice

«O lavorate in nero o siete tutti della ‘ndrangheta». Beppe Grillo insulta i calabresi che non si sono messi in fila per chiedere il reddito di cittadinanza.  Lo ha fatto dal teatro “Politeama” di Catanzaro semivuoto, dove è andato in scena il suo show Insomnia.  «La Calabria è una terra strana – ha detto il comico aprendo il suo spettacolo – La Calabria è la regione che ha fatto meno domande per il reddito di cittadinanza. C’è il paese più povero d’Italia, che si chiama Dinami, e a Dinami neanche una domanda di reddito di cittadinanza. E allora non rompetemi più i c…i perché o lavorate in nero o siete tutti della ‘ndrangheta. Va bene? Cominciamo bene?».

Bufera contro Grillo

Parole che hanno scatenato l’ira del web. Un utente ha scritto: «Molti calabresi, pur risiedendo ancora formalmente in Calabria, sono sostanzialmente emigrati. Molti altri calabresi, iscritti in albi professionali, liberi professionisti, lavoratori autonomi, non possono perciò risultare formalmente disoccupati e pertanto non hanno potuto avanzare richiesta di reddito di cittadinanza. Studia la realtà calabrese prima di offendere i calabresi onesti, pieni di dignità e cultura». «Vergognoso», è scritto in un altro post. E altri ancora: «Torna a fare il comico…». Dura la risposta del senatore di Forza Italia, Marco Siclari: «Non si possono offendere tutti in Calabria per i maledetti delinquenti calabresi che sono sempre meno grazie alla magistratura. Grillo ha superato ogni limite ed ancora una volta confonde i ruoli. Non può fare il comico violentando la dignità di milioni di calabresi. Grillo rappresenta un movimento politico che è al governo e non può permettersi di etichettare i cittadini calabresi, anziani, giovani incensurati e neonati come ‘ndranghetisti per “sillogismo” o soltanto perché nati in Calabria. Torni a fare il comico, che è una vera professione, perché come politico ha dimostrato di non essere all’altezza del nostro Paese».

 

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