Gli 80 anni di Terence Hill: 10 cose che (forse) non sapete di lui

venerdì 29 marzo 14:44 - di Valter Delle Donne

Terence Hill compie ottant’anni. Il popolare attore cinematografico e televisivo, è uno dei personaggi più amati del mondo dello spettacolo. Da sempre molto riservato sulla sua vita privata, l’attore italiano, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo, ha una biografia affascinante. Dai tanti risvolti inediti. Eccone alcuni.

1) L’infanzia nella Germania nazista

ll suo vero nome è Mario Girotti, non ha alcuna parentela con Massimo Girotti. È nato a Venezia il 29 marzo 1939, dal chimico italiano Girolamo Girotti e Hildegard Thieme, originaria di Dresda. Nel 1943, a quattro anni di età, si trasferisce con la famiglia in Germania, presso Lommatzsch (Sassonia), cittadina dei nonni materni, dove trascorre la primissima infanzia proprio durante i bombardamenti anglo-americani della seconda guerra mondiale. Ritorna poi in Italia nel 1945, all’età di sei anni, sempre con la famiglia.

2) Scampato al bombardamento di Dresda

«Da Lommatzsch ho assistito al bombardamento di Dresda, tutto era completamente rosso, ciò che una bomba fa a un bambino dura tutta la vita, anche se non è ferito. Ho avuto incubi fino all’età di 30 anni».

Terence Hill ha recitato anche ne Il Gattopardo

3) Ha lavorato con Dino Risi e Luchino Visconti

A 12 anni, durante una gara di nuoto, viene notato dal regista Dino Risi che sta cercando cinque ragazzini per il suo film “Vacanze col gangster”. Nel 1963, avendo al suo attivo già 25 film, viene scritturato da Luchino Visconti per il ruolo del conte Cavriaghi in “Il Gattopardo”, dove recita accanto a Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale. In Italia, Mario diventa popolare con i film “musicarelli”. In particolare, riscuote un enorme successo con Lazzarella.

Terence Hill in un film western girato in Germania nel 1964

4) I primi ruoli western in Germania

In Germania viene chiamato per interpretare alcuni western della serie “Winnetou“, basati sui romanzi scritti dallo scrittore tedesco Karl May. Qui diventa un volto western, grazie anche alla sua abilità nell’andare a cavallo.

Peter Martell si ruppe una gamba e Terence Hill prese il suo posto

5) Come è nata la coppia con Bud Spencer?

Era il 1967. Cercavano il personaggio del gatto, per un western diretto da Giuseppe Colizzi che si doveva intitolare “Il gatto, il cane e la volpe”. Il ruolo del gatto (“Cat” Stevens) originariamente era stato assegnato all’attore Peter Martell. Nei primi giorni di ripresa, però, Martell si ruppe un piede. Mario viene “prelevato” dal set dove aveva appena finito di girare “Little Rita nel West” (con Rita Pavone).

Con Bud Spencer, una coppia cinematografica durata 40 anni

6) Terence Hill, un nome da usare per un solo film

«Mi fecero cambiare il nome da Mario Girotti, in una lista di alcuni nomi americani indicati dalla produzione e scelsi Terence Hill». Secondo molti la scelta del nome gli venne suggerita dalla moglie Lori. Versione smentita dal diretto interessato, che invece aveva notato che le iniziali T.H. erano quelle della madre. E fu questo a convincerlo.  «Il personaggio del cane era invece un attore che non conoscevo. Si chiamava Carlo Pedersoli, ma anche lui aveva adottato un nome americano: Bud Spencer. Il film diventò “Dio perdona, io no!” Alla fine delle riprese dissi alla produzione: lo faccio solo per questa volta, poi torno al mio nome originale. Il successo fu tale che fui costretto a non cambiarlo. A ogni film mi dicevo: al prossimo torno a chiamarmi Mario Girotti». Sono passati più di 50 anni.

Terence Hill, Henry Fonda e Sergio Leone sul set de Il mio nome è nessuno

7) Doveva diventare l’erede di Henry Fonda

Nel film Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii e prodotto da Sergio Leone è un ragazzo che raccoglie l’eredità di un vecchio pistolero (Henry Fonda). Il successo della pellicola gli fa guadagnare una ricca opportunità con gli studios americani. «Mi vedevano come il nuovo Henry Fonda. Mi avevano offerto di girare diverse pellicole. Ma nel primo copione dovevo ricoprire il ruolo di un serial killer. Non mi vedevo in quella parte, mi sono rifiutato. Pensavano che fosse solo una questione di soldi, stracciai il contratto e me ne andaii. In quel momento capii che quel tipo di produzioni non facevano per me».

 

8) Quando lui e Bud Spencer vennero “rapiti” dalle svedesi

A metà degli anni Settanta Bud Spencer e Terence Hill andarono a presentare un loro film in Svezia. Alla fine della proiezione entrarono in una discoteca. «Quando alcune ragazze ci riconobbero – ha raccontato in un’intervista Bud Spencer – ci sequestrarono letteralmente. Lì capimmo quanto eravamo popolario. Io e Mario faticammo non poco a uscire da quella discoteca».

9) Il Don Chisciotte (mai realizzato) con Bud Spencer

L’ultimo progetto cinematografico insieme con il compagno di tanti film (16 da protagonisti) doveva essere il rifacimento di Don Chisciotte e Sancho Panza. Un progetto a lungo coltivao da Bud Spencer, ma che non è mai decollato. «Sono personaggi perdenti e il nostro pubblico avrebbe faticato a vederci in una vicenda tutto sommato malinconica», ha spiegato Terence Hill.

10) Don Matteo è come Trinità

«Il mio Don Matteo? In fondo è Trinità. Sono dettagli passati inosservati, ma ho usato il basco al posto del cappello, la tonaca anziché lo spolverino e la bicicletta per cavallo. Una cura per i dettagli che mi ha insegnato Sergio Leone. Per trovare il cappello del film Il mio nome è Nessuno impiegammo due giorni in giro per i negozi di Los Angeles».

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